CDC - Centro di Documentazione e Studi dei Comuni Italiani

La bioeconomia come strumento per dare ai consumatori prodotti sostenibili volti a rendere migliore l'ambiente e conferire all'impresa italiana un'accelerazione sull'innovazione e la competitività. E' questo il filo conduttore del libro "Bioplastiche", curato da Walter Ganapini. Secondo la definizione dell'European Bioplastics, le bioplastiche sono materie derivanti da prodotti rinnovabili oppure biodegradabili. Oggi ne esistono diversi tipi: la più nota è il "mater-bi", ottenuta dall'amido del mais, ma anche da grano, tapioca e patate. Poi vi sono le plastiche conseguite dagli zuccheri, come la "Pla" fatta in polilattato, nonché polimeri innovativi studiati e brevettati, sebbene non ancora in commercio. Nuovi materiali utili, dunque, a salvaguardare l'ambiente e a promuovere l'attività industriale sostenibile nel nostro Paese.

Bioplastiche, Walter Ganapini, Edizioni Ambiente (Collana Kyoto Books), 2013

La graduale transizione verso modelli produttivi ed economici ambientalmente sostenibili coinvolge, a vario titolo, il territorio e l'evoluzione dei sistemi insediativi. Un nodo strategico emerso negli ultimi anni riguarda le infrastrutture energetiche ed ambientali, nonché la gestione dei servizi a rete: energia, acqua, rifiuti. Sul fronte energetico, la combinazione tra risparmio e sviluppo delle fonti rinnovabili può consentire, ai sistemi urbani, di contribuire direttamente ai propri fabbisogni. Una città energeticamente efficiente consuma meno e produce di più, introducendo un nuovo modello di produzione di energia diffusa sul territorio. Attraverso vari contributi, in questo volume viene tracciato un quadro dei diversi percorsi intrapresi nel nostro Paese verso il tema dell'efficienza energetica e della produzione di energia da fonti rinnovabili. Il presupposto per l'ottimizzazione degli obiettivi di adeguate performances energetiche ed ambientali vede come punto di partenza e di arrivo l'integrazione delle politiche urbane e dei diversi strumenti a disposizione delle pubbliche amministrazioni. Una sfida culturale quindi, tecnica ed amministrativa.

Energia e pianificazione urbanistica. Verso un'integrazione delle politiche urbane, Sara Verones e Bruno Zanon, Franco Angeli editore, 2013

La città balneare, la cui costruzione fisica è documentata in relazione all'avvento del turismo e alle sue evoluzioni in itinere, costituisce lo sfondo e la centralità di questo volume. Il libro propone una riflessione sul modo in cui il turismo balneare ha contribuito a generare città e architetture ad esso specificatamente dedicate, fino a determinare l'assetto di interi territori litoranei. Gran parte della fascia costiera del territorio italiano è caratterizzata da insediamenti di nuovo impianto legati al turismo balneare, che nel secondo dopoguerra hanno registrato una crescita assai rapida tanto da determinare una striscia urbana piuttosto densa, con ampi settori specializzati nelle funzioni residenziali e turistico ricettive. Il contesto geografico preso in considerazione dagli autori è il tratto di costa romagnola compreso tra Ravenna e Cattolica, uno dei più antichi distretti del turismo balneare italiano. Ma i casi studio della Romagna vengono presentatati in relazione ad un orizzonte più ampio, italiano ed europeo, che si riflette nelle diverse sezioni del libro. La prima di esse presenta quattro esperienze di costruzione di città dedicate al turismo nell'arco del XX secolo; la seconda sezione presenta le colonie marine la cui costruzione è stata, a suo tempo, rappresentativa di un preciso pensiero sulla salute e sull'educazione dei bambini. Siti tuttavia, oggi, in gran parte dismessi, da riqualificare; la terza sezione, infine, offre attraverso l'iconografia e il cinema, uno spaccato del molteplice immaginario che caratterizza il mondo del turismo balneare.

"Spiagge urbane. Territori e architetture del turismo balneare in Romagna", 235 pp,a cura di Valter Balducci, Valentina Orioli, Bruno Mondatori editore, 2013

Mettere la riqualificazione urbana e la limitazione del consumo di suolo al centro dell'agenda politica nazionale per rilanciare crescita e sviluppo, anche in vista del prossimo periodo di programmazione europea. Sulla base di questa priorità, raggiungibile solo ridefinendo gli strumenti urbanistici a disposizione dei decisori locali, Cittalia- Fondazione Anci Ricerche e la Fondazione Italianieuropei hanno da tempo avviato percorsi di indagine e approfondimento sul tema delle politiche urbane, che hanno portato all'elaborazione di riflessioni e contenuti raccolti nel volume "La città oltre lo sprawl - Rendita, consumo di suolo e politiche urbane ai tempi della crisi" curato da Marta Leonori e Paolo Testa.

In questa aggiornatissima sintesi, edita da Odoya editrice (pp 280 ed un costo di 20 euro), basata su un lavoro di ricerca svolto su più di cinquanta porti a livello mondiale, Pierre Grass analizza la storia e le trasformazioni dei grandi porti europei, americani e orientali a partire dal 1940, con una debita premessa su come la loro creazione abbia permesso in passato lo sviluppo delle più potenti e influenti civiltà industriali e commerciali: da Venezia a Siviglia, passando per Genova e Anversa. In seguito alle devastazioni della Seconda guerra mondiale, la ricostruzione tese da una parte a fare tabula rasa del passato per ricostruire su basi nuove (pensiamo al fortunato caso di Rotterdam), dall'altra a ricostruire conservando la memoria (e spesso anche i difetti strutturali). Con la crisi dell'acciaio e del carbone, molti porti europei cedettero alla spietata concorrenza di nuove potenze come Hong Kong e Singapore, spesso voltando le spalle al mare. In uno scenario di economia globalizzata, la nuova forza di una realtà portuale dipende tanto dalla considerazioni di questioni ambientali quanto dalla capacità di cooperare con il suo hinterland e con i porti più lontani, in una combinazione di approccio globale e locale. All'alba del XXI secolo, la tendenza di investitori, architetti e costruttori sembra essere la riscoperta del potenziale di questi waterfronts spesso caduti nell'oblio, con l'obiettivo di una rinascita sotto l'impulso di progetti di ammodernamento e rivalutazione urbana che riporteranno questi scenari a "incantare il mondo".

"Comuni di twitter" è curato dal giornalista Francesco di Costanzo, in collaborazione con Anci Toscana, per le edizioni Polistampa di Firenze. Il libro, con una prefazione di Matteo Renzi, racconta il colpo di fulmine tra twitter e i Comuni, un rapporto in continua espansione. I 140 caratteri fanno presa sulle amministrazioni locali in quanto generatori di informazione in tempo reale e diretta. Il volume è un viaggio alla ricerca del migliore modo di utilizzare twitter e, contestualmente, raccontare come comunicano i Comuni toscani sul social network del momento.

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