CDC - Centro di Documentazione e Studi dei Comuni Italiani

La capitale della nazione. Roma e la sua provincia nella crisi del sistema liberale

Paolo Carusi (a cura di), La capitale della nazione. Roma e la sua provincia nella crisi del sistema liberale, Roma, Viella, 2011.

(pp. 7-18) Paolo Carusi,
"Introduzione. La nascita dello Stato-nazione e la nuova centralità di Roma".

La storiografia risorgimentista è concorde nell'affermare che, nel corso del moto di unificazione nazionale, il mito della città di Roma seppe costituire un prezioso patrimonio simbolico comune, capace di infiammare gli nimi dei patrioti e di cementare la loro volontà unitaria.


(p. 9) Con una nazionalizzazione delle masse ancora in itinere, dunque, la crescita ed il mutamento di Roma apparivano solo come la violazione e la corruzione della "città dei cesari e dei papi" da parte di una upper clas rampante (costituita dall'alta borghesia e dalla vecchia aristocrazia convertitasi al liberalismo), animata solo dalla ricerca del profitto.
(p. 10) nel pieno dell'età giolittiana, si inseriva la stagione della giunta Nathan, durante la quale i manifestava chiaramente la volontà governativa (si pensi alle prime leggi speciali per Roma dell'11 luglio 1907 e del 6 aprile 1908) di imprimere un positivo impulso alla capitale [piano regolatore 1909 e rilancio patrimonio storico-artistico]
(p. 14) con lo scoppio della prima guerra mondiale, il radicalizzarsi della crisi di mobilitazione delle masse cambiava definitivamente il ruolo e l'aspetto della capitale: Roma passava da centro amministrativo a vero e proprio punto nodale del dibattito e dello scontro politico.
(p. 16) centro della sacralizzazione della politica. Era il 4 novembre 1921 quando veniva deposta al Vittoriano la salma del milite ignoto: in quel giorno il monumento a Vittorio Emanuele II si trasformava in "Altare della Patria".[Bibliografia] 28 ottobre 1922, marcia su Roma, evento fondante la "rivoluzione fascista".

(pp. 21-37) Lidia Piccioni, "Territorio e identità tra bilanci e nuove trasformazioni".

(pp. 39-76) Roberto Cassetti, "Un periodo di transizione tra l'idea della città ottocentesca e quella del Monumentalismo"
Aggregato urbano preunitario compatto, disteso in pianura , nettamente distinto dal territorio circostante.
Formalizzazione di una nuova idea di città, quella ottocentesca nei piani del 1883 e del 1909. Massiccio afflusso della borghesia, nuovo ordine urbano. Nel 1883 nuovo tipo edilizio dell'isolato.
Più di 4500 edifici vengono realizzati in 30 anni. Nella città vecchia si affermano i principi della viabilità e dell'igiene.
Nel 1909 il tessuto urbano centrato sull'isolato viene articolato con l'introduzione di un nuovo modello abitativo, il villino. Due sperimentazioni di città giardino mutuate dal panorama internazionale (anglosassone): Garbatella e Montesacro, tra il 1920 e il 1930.
Dopo arriva la palazzina, un nuovo tipo edilizio di dimensioni intermedie tra l'isolato e il villino, approvata nel 1922. Intorno al 1930 rappresenta un quarto del tessuto urbano: Parioli, Monte Mario, Gianicolo, Monteverde.
La città va differenziandosi e specializzandosi per ceti sociali... distacco tra centro e periferia
Dal nuovo ordine urbano borghese alla società di massa. Monumentalismo come nuovo ordine urbano e elemento unificante complessivo della città.

(pp. 77-94) Lidia Moretti, "L'Agro romano tra persistenza di questioni secolari e preupposti per nuovi processi di strutturazione dello spazio".

(pp. 95-119) Carla Masetti, "Geografia e cartografia nel processo di recupero del territorio pontino nei primi decenni del Novecento".
(pp. 123-156) Mario Belardinelli, Amministrazioni locali, Stato, società civile per il Risorgimento economico di Roma".
Coalizione di liberali, cattolici e nazionalisti vincono le elezioni 1914. Paolo Orlando, assessore all'Agro e all'Annona manda avanti il progetto di Roma marittima. Ben visto dal Vaticano per la promozione di strutture religiose ad Ostia. Si cerca di convogliare la popolazione emigrante a Roma. Nel 1919 propose un disegno di legge sulla pubblica utilità della creazione di una zona industriale nel suburbio di Roma, fuori le porte Portese e San Paolo con la costruzione di una città-giardino.
Commissione Reale per il Risorgimento economico di Roma. 23 febbraio 1919 istituito l'Ente autonomo per lo Sviluppo industriale e marittimo di Roma (SMIR).
Contrasto tra Roma e Tivoli nello sfruttamento dell'Aniene per l'energia elettrica. Risolto nel 1926 con la costituzione del Consorzio idroelettrico dell'Aniene, da parte del Comune di Roma di quello di Tivoli e della società Anglo-Romana.
Nel 1920 una concentrazione liberale vinceva le elezioni, con esponenti della massoneria.

(pp. 157-174) Vincenzo G. Pacifici, "I deputati liberali laziali dal 1913 al 1922".

(pp. 175-200) Paolo Carusi, "Radicali e repubblicani romani di fronte alla contrazione dello "spazio politico" democratico (1913-1921)". Il partito radicale si fece assorbire dal progetto massonico.

(pp. 201-214) Paolo Mattera, "La galassia proletaria e socialista".

(pp. 215-236) Tommaso Baris, "Il fascismo, la provincia di Roma e il riassetto territoriale del Lazio nel primo dopoguerra (1919-1926)".

(pp. 237-261) Antonio Scornajenghi, "Il Partito Popolare a Roma nel primo dopoguerra".

(pp. 265-280) Giacomina Nenci, "Contadini e agrari. Elementi di ricerca".
Usi civici.Nel 1895 nasce a Roma la Società degli Agricoltori.

(pp. 281-300) Rita D'Errico, "La bonifica dell'Agro alla vigilia della marcia su Roma. I centri rurali creati nel 1921-1922".

(pp. 301-319) Daniela Rossini, "Dal sociale al politico: donne e suffragio a Roma tra il 1914 e il 1923".

(pp. 321-341) Michele Manzo, "La Roma cattolica durante il pontificato di Benedetto XV".

 

Ultima modifica il Martedì, 24 Febbraio 2015 10:30
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