CDC - Centro di Documentazione e Studi dei Comuni Italiani

Salvatore Rebecchini, "Riflessioni su Roma Capitale"

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Pubblichiamo l'introduzione che il Presidente dell'Anci e sindaco di Bari, Antronio Decaro, ha voluto dedicare a Salvatore Rebecchini, già sindaco di Roma nel periodo successivo alla seconda guerra mondiale. A tutt'oggi, l'esponente democristiano risulta essere il sindaco piò longevo nel panorama repubblicano e, universalmente, riconosciuto come il sindaco della grande espansione della città eterna. Per oltre dieci anni l'ingegnere-sindaco è stato presidente dell'Anci, e il Centro Documentazione Comuni Italiani, in occasione dei 150 anni di Roma capitale, ha voluto pubblicare il libro: Salvatore Rebecchini, "Riflessioni su Roma Capitale" con, appunto, questa introduzione di Antonio Decaro.  

https://ita.calameo.com/books/00609426336e23eb42268

di Antonio Decaro
Le celebrazioni dei 150 anni di Roma capitale lasciavano prevedere un impatto mediatico importante sulla pubblica opinione. Circolavano proposte di vario tipo, dai convegni di studio e alle cerimonie istituzionali. La crisi sanitaria ha comportato, anche in questo caso, un generale ripiegamento. Molti programmi sono stati annullati, altri ancora ridimensionati: soccorre, pertanto, l'idea che debba essere sfruttata l'estensione al 2021, visto che l'insediamento al Quirinale di Vittorio Emanuele II avvenne diversi mesi dopo la Breccia di Porta Pia, sconfinando attraverso tappe intermedie nell'anno successivo.

Nella trama storica dei nostri territori, l'evento ha lasciato un riscontro visibile e concreto. Quante sono le piazze, le strade, i parchi o i giardini che riportano il nome di Roma? Sarebbe interessante riannodare i fili della memoria per avere una raffigurazione più adeguata di come in effetti le città d'Italia - e quindi le classi dirigenti locali - si rapportarono alla "conquista" della nuova e antica capitale, consentendo al giovane Regno unitario di adagiarsi con orgoglio e rispetto sulla gloria della Città Eterna.

Il Comune di Roma ha fatto in tempo, il 3 febbraio 2020, a organizzare una bella cerimonia, cui ha preso parte il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il Cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin, nella prestigiosa cornice del Teatro dell'Opera. Virginia Raggi, in quella circostanza, ha messo in evidenza il ritorno di Roma nel 1870 alla sua missione unificatrice, secondo una tradizione lungamente coltivata e rinsaldata nei secoli. Mi piace citare le sue parole: "La città - straordinaria per storia e per valori culturali e religiosi - si è così posta al servizio di tutti. Piemontesi, siciliani, lombardi, toscani, campani, emiliani, veneti, pugliesi, sardi e cittadini di ogni parte d'Italia hanno rinnovato lo spirito della città e fatto in modo che si sia passati dai 250.000 abitanti di allora ai circa 4 milioni e mezzo di persone che ogni giorno animano e vivono la sua bellezza. Si è avviata una rivoluzione urbanistica, economica e degli stili di vita ancora in corso. Ma con una costante: Roma è una città accogliente, internazionale. Una città aperta a tutti! E lo sarà sempre".

Il contributo, allora, che vogliamo apportare alla comprensione di questa peculiare vocazione di Roma passa attraverso alcuni scritti del Sindaco Salvatore Rebecchini, per anni alla guida della nostra Associazione. Si tratta di una interessante disamina storica, a partire dalla impresa dei bersaglieri di Cadorna, che prende forma nel clima delle commemorazioni del primo centenario dell'Unità d'Italia. A corollario del tratteggio del lungo percorso tra '800 e '900, abbiamo aggiunto, grazie al lavoro dei curatori e al solerte consiglio del nipote, Salvatore Rebecchini, altri stimolanti contributi a carattere eminentemente politico-amministrativo.

Il Sindaco Rebecchini, lasciato il suo incarico al Campidoglio, si dedicava a questo scavo nella memoria della città moderna, tornata appunto al suo fulgore di capitale della nazione. Ne ricaviamo, in buona sostanza, l'attestato di un amore autentico per Roma. Amministrare non significa solo provvedere alle urgenze della comunità; non solo, perciò, significa calarsi quotidianamente nella realtà dei bisogni e delle attese dei propri concittadini; ma significa provvedere altresì a mantenere viva, spesso anche oltre il mandato di Sindaco, una certa condivisione del patrimonio morale insito nella vicenda storica della propria città, specialmente se questa città si chiama Roma.

Alla fine possiamo dire che Rebecchini ci aiuta, con il lascito di una scrittura che oltrepassa la mera elencazione di episodi e figure rappresentative, a capire la "nostra" capitale. Leggere queste pagine è come sentirsi a casa propria, tra ricordi comuni, nel clima di vicissitudini persino familiari. Sentirsi romani, magari perché guidati da un Sindaco profondamente romano, si rivela a conti fatti la più facile e seducente avventura che possa riguardare gli italiani.

 

Ultima modifica il Lunedì, 22 Febbraio 2021 16:25
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