CDC - Centro di Documentazione e Studi dei Comuni Italiani

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VISITALY. Un progetto nazionale delle istituzioni italiane.

In News

 

L'Italia, terra di patrimoni consapevoli e inconsapevoli.
Attorno alla sua definizione estetica e al tempo stesso turistica, il nostro Paese e le sue istituzioni stanno tentando nuove strategie di sviluppo e di regolamentazione.
Su questo tema di attualità si sta sviluppando un grande progetto presentato in forma ufficiale nella mattinata di venerdì 29 novembre all'interno della Sala Koch del Senato della Repubblica: "Visitaly. Visitare l'Italia tra borghi e Comuni".

Un convegno importante e illuminante presenziato dall'on. Dario Franceschini, Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, e organizzato dal senatore Lucio D'Ubaldo e da Guido Castelli.
Tra gli incarichi del senatore D'Ubaldo anche quello di Segretario Generale dell'ANCI; attualmente egli è direttore del Centro Studi e Documentazione dei Comuni Italiani, che riunisce un patrimonio di alcune migliaia di fascicoli per un totale, stimato, di oltre 200.000 unità documentarie, a partire dalla rifondazione.
Guido Castelli, per dieci anni sindaco di Ascoli Piceno, oggi è Presidente della Fondazione Ifel, la struttura dell'Anci al servizio dei Comuni per la consulenza e la formazione sui temi della finanza locale.
Presenti in sala anche la Vice Presidente del Senato della Repubblica, Paola Taverna, la quale ha espresso un parere estremamente positivo in merito al progetto concludendo il suo intervento con le parole dello scrittore polacco, premio Nobel per la Letteratura Henryk Sienkiewicz, il quale afferma "Io credo che ogni uomo abbia due patrie; l'una è la sua personale, più vicina, e l'altra è l'Italia". Presenti anche Alessia Morani, la sottosegretaria al Ministero dello Sviluppo Economico del Governo Conte bis, e Silvia Costa, parlamentare europea.
Il convegno ha avuto inizio con i saluti iniziali da parte del Coordinatore, Antonio Rancati, il Coordinatore generale del Centro Studi Europeo Cetri-Tires.

Rancati ha quindi invitato gli ospiti a seguire il video iniziale di presentazione della Piattaforma Digitale realizzata a cura del Centro Documentazione e Studi dei Comuni Italiani (ANCI-IFEL).
I Comuni italiani sono complessivamente 7914. Per dimensioni e numero di abitanti variano enormemente. "Visitaly Maps" è una piattaforma interattiva in cui i Comuni con l'adesione al sistema, avranno la possibilità di immettere dati, notizie, informazioni e nessun costo graverà sui loro bilanci.
Molti i servizi offerti ai cittadini e ai turisti con la possibilità di scegliere quali notifiche automatiche ricevere e per quali punti di interesse. Con un semplice click si può veramente trovare di tutto, si può selezionare la lingua, conoscere la storia, scegliere i luoghi per assaggiare la tipica cucina italiana e si possono effettuare molte altre ricerche. Di fondamentale importanza anche il traduttore vocale, disponibile per tutte le lingue, senza la necessità di aprire più applicazioni.
Gli ultimi dati statistici ci dicono che il settore turistico è in continua espansione e i visitatori non arrivano solo nelle grandi città d'arte, ma anche nei piccoli borghi medioevali.
Bobbio, il piccolo borgo medievale dell'Emilia Romagna, della Val Trebbia, in provincia di Piacenza, conta circa 3.500 abitanti, nel 2019 è stato vincitore del titolo "borgo dei borghi".
Per quanto riguarda la storia dei borghi medievali e delle città d'arte, occorre evidenziare che ci sono fonti non affidabili e fonti invece certificate e spesso le informazioni non sono corrette o complete. L'obiettivo di Visitaly Maps è quello di riunire correttamente i dati di conoscenza riguardanti le città piccole e grandi.
Visitaly Maps è il primo motore di ricerca italiano che abbraccia attraverso un unico applicativo le tante proposte del nostro Paese.
Dopo la presentazione della piattaforma digitale si sono susseguiti gli interventi in due brevi, ma concentrate sessioni.
Nella prima sessione sono intervenuti Lucio D'Ubaldo, Alessio Pascucci, Giuseppe Roma, Anna Maria Ruffini, Alberto Tripi; nella seconda sessione l'on. Dario Franceschini, Guido Castelli, i giornalisti Marco Frittella e Marco D'Eramo, Angelo Raffaele Consoli.

Quanto all'intervento del senatore Lucio D'Ubaldo, «il turismo italiano – egli sostiene - deve cambiare rimanendo fondamentalmente se stesso e deve dotarsi di una capacità di comunicazione più forte di quella che abbiamo oggi. Il "concept" dice cosa è stato fatto e cosa dobbiamo fare concretamente. Il mondo dei Comuni non può rimanere passivo rispetto ad una logica del turismo che è fatta di varie sfumature; tuttavia è necessario capire se il turismo è un fattore residuale dell'economia oppure se invece è un vettore, un'arma che noi italiani abbiamo in più per far lievitare questa nuova economia digitale».
Il secondo contributo è di Alessio Pascucci, Sindaco di Cerveteri, il quale è presente anche nel direttivo dell'Associazione Beni Italiani Patrimonio Mondiale Unesco. Cerveteri insieme alla Necropoli di Tarquinia è stata inserita nell'Associazione. Il sindaco Pascucci e la sua Amministrazione sta concentrando un grande impegno nella promozione della Necropoli e nel potenziamento delle strutture turistiche.
Pascucci ha ricordato che sono 55 i siti dei beni culturali italiani tutelati dall'Unesco, ma da oggi il nostro Paese non è più primo in questa classifica o meglio siamo primi in classifica, ma in coabitazione. Ad aver compiuto il vero, grande balzo è stata la Cina, che con due nuovi siti Unesco ha pareggiato l'Italia nella classifica dei siti patrimonio dell'umanità.
Il sindaco Pascucci ha sottolineato l'importanza della Carta Unesco per mantenere la pace tra le nazioni e per la promozione della scienza e della cultura.
La legge 20 febbraio 2006 n. 77 "Misure speciali di tutela e fruizione dei siti e degli elementi italiani di interesse culturale, paesaggistico e ambientale, inseriti nella «lista del patrimonio mondiale», posti sotto la tutela dell'UNESCO", finanzia i siti Unesco.
La Val Camonica in Lombardia, si estende per circa 90 km in mezzo alle Alpi orientali, fra le province di Brescia e Bergamo, con le sue incisioni rupestri è stato il primo dei siti italiani inseriti nella Unesco World Heritage List. È il nostro sito più antico e più esteso.
La Germania con meno siti di noi ha investito 125.000.000 di Euro. L'Italia ha poche risorse di bilancio e con le stesse risorse deve far fronte anche alle esigenze dell'Unesco.
Pascucci si è soffermato quindi sull'importanza dei Piani di Gestione, i quali sono stati introdotti dall'UNESCO che non ne ha proposto un modello unico né ha fornito una definizione di Piano di Gestione. Ogni realtà nazionale e locale deve individuare la configurazione più idonea per tale strumento, alla luce della normativa vigente e delle specifiche situazioni. Si tratta di norme di comportamento che non sono vincolanti.
«I turisti internazionali – ha concluso Pascucci - quando pianificano i loro viaggi svolgono attenti ricerche, si documentano sui siti Unesco, per loro sono importantissimi. Visitaly ci racconta quello che siamo, la nostra cultura, la nostra storia e la nostra identità».
Dopo Pascucci, il coordinatore Antonio Rancati ha invitato il vice Presidente del Touring Club Italiano, Giuseppe Roma; dal 1989 anche Segretario generale e fondatore della RUR (Rete Urbana delle Rappresentanze).

Quanto al suo intervento, Giuseppe Roma sostiene che due sono le finalità di Visitaly: vedere e visitare.
Prendendo a prestito una nota citazione, egli afferma "La visione della bellezza è un risveglio dell'anima".
Il Touring Club quest'anno compie 120 anni. I valori del Touring Club Italiano sin dalla sua istituzione sono la promozione del turismo, la salvaguardia dell'ambiente e la diffusione delle conoscenze e di una cultura consapevole e responsabile del viaggio. Esso si propose sin dall'inizio di fare questa grande opera di visibilità.
«Sappiamo oggi che le carte, le mappe sono state superate dal digitale. Fare una piattaforma in partnership con i Comuni italiani – egli afferma - è un'operazione che ha tre caratteristiche: autorevolezza, versatilità e vigore. Si tratta di promuovere interamente il territorio».
Quest'anno abbiamo avuto in Italia un aumento del 4% dei siti turistici. I turisti si sono recati per il 6,5% in strutture extra-alberghiere e per il 3% negli alberghi.
«Il turismo – continua Roma - è e sarà la prima industria del mondo. Tuttavia noi italiani subiamo il turismo, in quanto non abbiamo gli strumenti di orientamento del viaggiatore».
Quale sarà il profilo del turista del futuro? Egli sarà colui che avrà amore per la bellezza delle culture materiali e immateriali.
Roma sottolinea anche l'importanza del cibo in quanto frutto della storia di una comunità.
Dai dati statistici è inoltre emerso che il 30% dei pernottamenti avvengono in 20 Comuni italiani, Milano in testa, con Venezia in seconda posizione. Tuttavia la concentrazione dei flussi nella riviera romagnola e nella riviera veneta non fertilizza tutto il territorio. Abbiamo la necessità di ampliare la nostra quota di mercato e salvaguardare il nostro patrimonio.
La soluzione è quella di orientare il viaggiatore attraverso il web. «Il rapporto con il web è 1 a 1 – aggiunge Roma - occorre integrare territori diversi».
Se Paestum, quest'antica e bellissima città della Magna Grecia, oggi è un attrattore, probabilmente è perché lì c'è un'offerta integrata del territorio ed una "governance", una autorevolezza delle istituzioni.
«Il sistema turistico – conclude - deve integrare alla autorevolezza delle istituzioni e alla bellezza del territorio, il sistema delle infrastrutture e dei servizi. C'è quindi bisogno di una piattaforma nazionale». E saluta gli ospiti condividendo felicemente l'idea del ministro Franceschini il quale propose di lavorare un anno sul tema turistico, la sua strategia di dedicare ogni anno ad un tema specifico.
Terminato l'intervento del vice Presidente del Touring Club, gli ospiti hanno ascoltato Anna Maria Ruffini, Presidente di Site, Society for Incentive Travel Excellence. La società si occupa dell'organizzazione dei "business events" con partecipanti che vanno dalle 10 persone in su per almeno 4 ore e che contrattualizzano una location.

La dott.ssa Ruffini, rispetto agli altri, si è soffermata più direttamente su alcuni aspetti di carattere tecnico, nella fattispecie: il Valore Economico a livello Globale dei Business Events (2018) e l'Impatto Totale dei Business Events a livello Globale (2017):
2,5 trilioni di dollari di produzione (business sales), 26 milioni di posti di lavoro, 1,5 trilioni di dollari di PIL. Il settore di Business Events ha generato direttamente più "output" rispetto a molti grandi settori globali, compresi l'elettronica di consumo, i computer e le apparecchiature per ufficio.
Il settore sarebbe stato classificato come la tredicesima più grande economia a livello globale, più grande delle economie di paesi come Australia, Spagna, Messico, Indonesia e Arabia Saudita.
"L'incentive travel" rappresenta 75 miliardi di dollari (circa il 9% dell'intero comparto), ma con il rendimento più elevato e con la crescita di settore più rapida, staccando di misura gli eventi corporate, di associazione e fiere.
Il Nord America in vetta con 381 miliardi di dollari, seguita dall'Europa occidentale 325 miliardi di dollari (in essa è inclusa anche l'Italia).
Per quanto concerne invece la media di spesa, è stato rilevato quanto segue: Nord America 4,508 4,000 $; l'Italia 2,300 – 2,400 $. Al primo posto troviamo gli Stati Uniti, al secondo posto l'Europa occidentale perché i più grandi "players" mondiali sono collocati negli Stati Uniti ed anche perché lì i più grandi eventi, viaggi, convention organizzati sono rimasti a livello regionale.
Per quanto riguarda le mete nel prossimo biennio 2020-2021, l'Europa torna al primo posto, in quanto viene percepita come una destinazione sicura.
«Come quindi – conclude la Ruffini - possiamo influenzare le grandi società a scegliere l'Italia? Con la formazione, è quanto emerge dai dati».
Educational trip to the destination: 82%
Face-to-face meetings: 77%
Face-to-face at a trade show: 69%
La sessione prosegue con l'ing. Tripi. Alberto Tripi è Presidente e azionista di maggioranza di Almaviva SpA ed è presente nel sistema Confindustria dal 1977; attualmente fa parte del Consiglio Generale di Confindustria e di Confindustria Digitale ed è Responsabile Studi e Strategie ICT di Anitec-Assinform.

La vera forza del nostro Paese sono le piccole e medie città, i borghi. A suo avviso l'Italia in materia di tecnologie non è seconda a nessuno: «abbiamo tecnologie nostre e aziende nostre». L'ing. Tripi si sofferma sull'importanza di una piattaforma italiana che si rivolge al turismo internazionale.
«È necessaria la creazione di filoni di turismo particolari, un turismo diverso non di nicchia né di massa che porterà anche una nuova occupazione giovanile e riqualificazione».
Con l'intervento dell'ing. Tripi si conclude la prima sessione e il senatore D'Ubaldo da' lettura del breve messaggio del Presidente dell'ANCI, l'on. Antonio Decaro, assente per impegni lavorativi.
Nella seconda sessione il giornalista RAI, Marco Frittella, in qualità di moderatore, ha iniziato il suo intervento partendo dalla riflessione sul tema turistico del suo collega giornalista Marco D'Eramo, autore del libro "Il selfie del mondo. Un'indagine sull'età del turismo".
Il turismo è l'industria più importante di questo nuovo secolo, perché muove persone e capitali, impone infrastrutture, sconvolge e ridisegna l'architettura e la topografia delle città. A partire da questa considerazione comincia l'indagine di Marco d'Eramo, che s'interroga su un fenomeno tanto diffuso quanto complesso. D'Eramo ripercorre le origini del fenomeno turistico, osservandone l'evoluzione fino ai giorni nostri.
Frittella si rivolge al ministro Franceschini con questa precisa affermazione: "L'industria del turismo va gestita. Occorre una valorizzazione dei beni culturali anche ai fini turistici. Tuttavia il tema della valorizzazione è contrastato, c'è una contrapposizione ideologica".

La risposta dell'on. Franceschini: «La bussola è l'articolo 9 della Costituzione: "La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della nazione". I padri costituenti hanno previsto sia la tutela sia la valorizzazione. Troviamo un meccanismo condiviso. La bellezza deve essere una condizione di crescita del Paese: non solo con il turismo, ma anche con la capacità di attrarre investimenti».
«Noi italiani – conclude il Ministro - siamo avanti nella tutela, ma siamo rimasti indietro nella valorizzazione. Investire in cultura aiuta non solo il turismo culturale, ma tutte le altre forme di turismo. Noi possiamo giocare questa integrazione, che è unica».

Al ministro Franceschini segue l'intervento di Guido Castelli. I Comuni sono il cuore pulsante della vita sociale degli italiani. «Le comunità locali, i territori, - sostiene Castelli - sono il luogo dei legami e delle identità. Possono rappresentare il futuro di un rinnovato legame dei cittadini con le istituzioni e sono la condizione di qualunque solida ripresa economica e sociale».
A sostegno della sua tesi, Castelli cita Andres Rodriguez-Pose, docente della London School of Economics, e «la vendetta dei luoghi che non contano». Rodriguez ritiene che le attuali risposte politiche rischiano di minare le basi del benessere economico delle aree sviluppate e di quelle periferiche e che occorrono politiche di sviluppo territoriali maggiormente attente alle caratteristiche delle aree periferiche.
«Nella nostra realtà – continua Castelli - anche le città metropolitane hanno un senso solo se sapranno valorizzare i territori e i Comuni minori che gravitano sull'area più vasta. L'ibridazione di esperienze spesso incrociano i piccoli Comuni: Il 92% dei nostri prodotti DOP e DOC nasce nei piccoli Comuni».
«Se pensiamo ai camminatori - aggiunge Castelli - per la prima volta il numero di persone che percorrono i cammini in Italia supera quello degli italiani a Santiago de Compostela».
In Italia la più gettonata è la via Francigena, seguita dai cammini francescani, dalla Via degli Dei, dal Cammino di San Benedetto, dai Cammini francigeni di Sicilia e dalla Via Romea Germanica. Dai risultati del questionario emerge un ritratto del camminatore tipo in Italia. È una minoranza (il 25%) quella che si mette in cammino per motivi religiosi, gli altri annoverano tra le motivazioni "per fare trekking", "per stare nella natura" o "per scoprire il territorio".

Marco Frittella riprende quindi la parola rivolgendosi al collega giornalista Marco D'Eramo, citando la sua espressione "il tocco letale dell'Unesco sui Comuni" .
«Una cosa è conservare un monumento - afferma D'Eramo - una cosa è conservare una città. Una città deve poter cambiare» e cita a sostegno della sua tesi l'episodio della città di Dresda la quale aveva bisogno di costruire un ponte.
Nel 2004 l'UNESCO aveva dichiarato patrimonio dell'umanità un'area lunga venti chilometri sulle rive del fiume Elba. L'area comprendeva anche la città e il centro di Dresda con i suoi palazzi storici. L'anno successivo, nel 2005, pochi mesi dopo aver ricevuto lo status di patrimonio dell'umanità, l'amministrazione cittadina propose la costruzione di un nuovo ponte a quattro corsie sull'Elba, a poca distanza dalla città, con lo scopo di decongestionare il traffico nel centro cittadino.
Poco tempo dopo l'UNESCO mise le rive dell'Elba nella "lista rossa" dei patrimoni dell'umanità in pericolo e nel 2009, dopo l'approvazione del progetto e l'inizio dei lavori, l'UNESCO rimosse le rive dell'Elba e la città di Dresda dalla lista dei patrimoni dell'umanità.
«Non solo il turismo è un'industria, - continua D'Eramo - ma è un'industria che mette in moto le altre industrie e inquina in modo pesante. Il turismo inquina anche da un punto di vista umano, sociale: per la logica fondiaria, dove arriva il turismo si svuotano le città. Se pensiamo alla città di Roma, adesso al centro di Roma vivono meno di un trentesimo degli abitanti del passato. Occorre evitare la monocultura turistica come Detroit.
Parigi e Londra sono le città più visitate al mondo perché hanno anche qualcos'altro».
Questi i dati (2018) dei Turisti stranieri pro capite in Italia, Francia, Portogallo, Spagna, Grecia e Austria.
L'Italia ha 58,3 milioni di turisti stranieri, 59,2 milioni di abitanti, 98 turisti per 100 abitanti.

«Occorre una politica turistica – conclude il giornalista D'Eramo - c'è una politica enorme da fare per il turismo, pensiamo al sud Italia dove non c'è una cultura turistica. Bisogna passare dalla metafora del "pollo da spennare" alla "mucca da mungere". Occorre la diversificazione turistica e la creazione di una cultura turistica. È necessaria una importante iniziativa pubblica nei due sensi: per sviluppare e per contenere. Occorre creare finalmente in Italia una vera politica del turismo, come diceva il ministro Franceschini».
Sipario divertente, ma illuminante e pertinente, è stata la simpatica lettura da parte del giornalista di un capitolo del suo libro, relativa al numero e alle tipologie delle sagre in Italia.

Marco Frittella rivolgendosi quindi nuovamente al ministro Franceschini afferma: «il tema è sempre quello di dipanare il turismo ed estenderlo».
Franceschini cita il Piano Strategico del Turismo, discusso a lungo, approvato due anni fa che vale ancora per i prossimi tre anni. «È tutto costruito su una cosa molto semplice – afferma - programmare questa crescita. Due cose vanno fatte. Innanzi tutto le misure d'emergenza: ci sono tecnologie che consentono di regolamentare gli accessi senza far pagare il ticket, e le misure strategiche; occorre moltiplicare gli attrattori del turismo e del turismo internazionale per distribuire ricchezza e crescita sul nostro Paese. Abbiamo parlato dei camminatori...da noi l'identità locale più vera è costruita sul cibo. Abbiamo potenzialità straordinarie ma dobbiamo anche governare».

La sessione termina con l'ultimo contributo di Angelo Raffaele Consoli, Direttore dell'Ufficio Europeo di Jeremy Rifkin. Consoli parla della città di Taranto come un esempio di turismo "esperienziale".
«Taranto – egli afferma - è un esempio tipico di come si possa creare economia attraverso il turismo; è una citta spartana, ha una enogastronomia invidiabile a livello mondiale, solo che tutto questo è passato in secondo piano a causa dell'impatto devastante del Centro industriale, la vicenda dell'Ilva che tutti conosciamo. A Taranto si è ricominciato a ricostruire il territorio con tutta una serie di iniziative (come la Spartan Race) sulla base delle risorse naturali, della propria storia, il turismo è una risorsa enorme che noi dobbiamo valorizzare».
Consoli ha quindi ricordato l'approvazione in Parlamento nel giorno 28 novembre della Dichiarazione di emergenza climatica e la seduta unica sul Green New Deal indetta per l'11 dicembre p.v. dal Parlamento Europeo.
In conclusione si è soffermato sull'ultima pubblicazione del noto economista americano, Jeremy Rifkin, "The Green New Deal" all'interno della quale sono delineate ben 23 proposte che rimettono in gioco la comunità locale. Secondo Rifkin possono ritornare in gioco i Comuni.
Successivamente ha avuto luogo la consegna di una copia del libro di Rifkin da parte di Consoli al ministro Franceschini.

Infine, gli ospiti hanno potuto assistere alla consegna del Premio Speciale Cultura da parte del direttore della testata Rinnovabili.it, Mauro Spagnolo. Quest'anno, per la quarta edizione, vincitore del premio, il docufilm "Controcorrente", la narrazione dello stato dell'acqua in Italia attraverso un viaggio "on the road" all'insegna della ricerca ma anche della sostenibilità ambientale.
Gli ultimi minuti sono stati dedicati anche alla premiazione delle scuole con consegna degli attestati da parte di Antonio Rancati, Coordinatore generale del Centro Studi Europeo Cetri-Tires, insieme ad Angelo Raffaele Consoli e al senatore Lucio D'Ubaldo.
Sono stati premiati progetti eco-sostenibili realizzati in 6 istituti scolastici di Parma, Cassino e Roma.

A cura di Francesca Maccaglia

 

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Ultima modifica il Lunedì, 02 Dicembre 2019 11:52
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