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Anci: Giuseppe Conte, “mio padre era Segretario comunale”

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Intervento di Conte all'Assemblea annuale dell’Anci
 
Buongiorno a tutti, e benvenuti qui anche ad Arezzo dove… saluto innanzitutto il Presidente Decaro, il Sindaco di Arezzo, tutti quanti voi sindaci, anche le molteplici Autorità che vedo presenti, la Ministra e tutti gli ospiti.
 
Io sono davvero lieto e anche un po’, lo posso dire, emozionato, eh, e non mi capita spesso, però quando sono in mezzo a voi Sindaci che mi restituite, lo posso dire anche, il calore del territorio, oltre che i problemi, io mi emoziono, quindi questa è una cerimonia importante, è un momento importante perché non è solo celebrativo ma anche il momento in cui si discutono i problemi, siamo alla trentaseiesima assemblea nazionale della vostra associazione, dell’Anci, e ci tenevo a essere presente e permettetemi anche di esprimere, con l’occasione, le congratulazioni più vive al Presidente De Caro, eletto, per un secondo mandato, Presidente della vostra Associazione.
 
Sono davvero, esordirei, richiamando l’importanza e quindi ancora una volta la vostra attenzione sul Protocollo d’Intesa che è stato appena sottoscritto tra Anci, Ifel (Istituto per la Finanza e l’Economia Locale) e la Cassa depositi e prestiti, vi ringrazio, ringrazio anche in particolare la Cassa depositi e prestiti per essersi prestata a questa iniziativa, perché è uno strumento questo che consentirà di avviare una cooperazione ancora più solida per il sostegno alle attività di progettazione e gestione degli investimenti dei Comuni e delle Città metropolitane, con particolare riguardo a temi come l’efficientamento energetico, al trasporto pubblico locale, la rigenerazione urbana, gestione dei rifiuti, edilizia scolastica.
 
Il Presidente Decaro ha tenuto a sottolineare che da questo strumento, dall’intervento di Cassa depositi e prestiti e lui che è molto attento alle esigenze di tutta la categoria ha già notato la norma nel disegno di legge di bilancio che consentirà di rispettare un impegno che abbiamo preso come Governo, quello di abbassare i tassi di interesse dei mutui concessi ai Comuni.
 
Desidero davvero ringraziare tutti i soggetti coinvolti per l’impegno e la determinazione per realizzare questa collaborazione, una collaborazione che favorirà la crescita, gli investimenti, l’occupazione e lo sviluppo territoriale del Paese, peraltro in un contesto, quello odierno, in continua evoluzione, nel quale c’è ancor più necessità, bisogno di solidi presìdi.
 
Peraltro un omaggio dobbiamo, caro Sindaco, rivolgerlo al luogo che ci ospita, la città di Arezzo, perché è una città che è di particolare suggestione, che è poi di antichissime origini, che richiama alla memoria di tutti noi l’Italia dei Comuni, che è l’Italia del cuore pulsante del nostro tessuto sociale, l’Italia dei Comuni ci ricorda, quindi, questi luoghi in cui maturò una speciale, unica aggregazione politica, sociale, nella quale i cittadini svilupparono, in forme prima non conosciute, inusitate, il senso di appartenenza a un destino comune, i vincoli anche di solidarietà verso i più deboli, conobbero gli istituti e le forme, spesso poi sappiamo codificati in raffinati Statuti, attraverso i quali partecipare, essere coinvolti anche nelle decisioni pubbliche.
 
E non dimentichiamo mai la nostra storia, l’età comunale rappresentò, anche nel panorama europeo, un modello, un modello unico di organizzazione del potere pubblico, di strutturazione degli interessi dei cittadini, di collaborazione tra ceti sociali, tutte le categorie professionali, le corporazioni. Quel modello, attenzione, non si è spento, quel modello si è conservato vivo, a mio avviso, nel tessuto più profondo della nostra coscienza civica come la più autentica, vorrei dire, la più “italiana” delle “forme di governo”.
 
Ancora oggi, dopo molti secoli, possiamo dire che l’Italia è innanzitutto l’Italia dei Comuni. Ancora oggi, in un’epoca… pure si parla ormai da anni di globalizzazione, a significare come anche gli spostamenti sono molto più rapidi, sono molto più diffusi, sono anche più convenienti dal punto di vista economico. Ecco però resta sempre, forse ancor di più, radicato nel in noi il bisogno di rimanere attaccati alla nostro comunità territoriale, alla nostra comunità locale e di essere riconosciuti da essa come appartenenti a quella comunità. E in questo ambito, unico, particolarissimo, che voi, carissimi Sindaci, operate quotidianamente, e il vostro, lo sappiamo, è uno spazio di trincea, è uno spazio di trincea perché se dovessimo mettere a confronto quello che è un po’ il decalogo dei vostri compiti rispetto a quello che quotidianamente invece sono le attività, a quelle che sono le attività che svolgete, noi notiamo tutti una discrasia, voi siete chiamati a essere di volta in volta autorità di pubblica sicurezza, autorità sanitaria, responsabili della protezione civile, dei pronti interventi, ufficiali di Governo, ma siete anche coloro che hanno, in ragione di questa prossimità, l’esigenza anche di rincuorare i vostri cittadini, di offrire una risposta concreta sul singolo problema e per voi non esiste orario di lavoro. E quando vi spostate voi siete sempre in continua attività, sempre in continuo servizio a beneficio della vostra comunità. Quindi grazie da parte del Presidente del Consiglio, grazie da parte del Governo ma grazie da parte di tutti gli italiani.
 
A fronte di questa sommatoria di responsabilità, che ripeto non possono essere racchiuse in previsioni normative e non vengono racchiuse in queste previsioni normative, le risorse umane e materiali purtroppo non sono sufficienti, questo vale per i Comuni più grandi ma vale anche per i Comuni più piccoli, che soffrono forse ancor più strutturalmente da tanti anni una intollerabile carenza di mezzi e di personale.
 
Le azioni di contenimento della spesa – purtroppo il ciclo economico avverso ci ha costretto a questo negli ultimi anni, non è questione di ieri o dell’altro ieri – si sono indirizzate in un sensibile contenimento del turn over, che ha determinato una sostituzione parziale del personale, solo parziale del personale con conseguenze poi, ricadute significative sull’efficacia, sulla tempestività dell’azione amministrativa.
 
E quando, attenzione, la spending review non si limita a eliminare sprechi, a contenere le inefficienze, ma finisce inevitabilmente per incidere sulla funzionalità dei servizi prestati alla collettività, è chiaro che diventa tanto più elevato il rischio di sfibrare il tessuto sociale, alimentare il sentimento, le reazioni di sfiducia, lo scoramento, la disaffezione dei nostri cittadini nei confronti delle istituzioni, che vengo percepite sempre più distanti dai loro bisogni.
 
Dobbiamo superare quindi la stagione dei “tagli lineari”, l’ho già detto in un’altra occasione, ha privato – quella stagione – i territori di risorse preziose, penalizzando soprattutto gli investimenti e le infrastrutture.
 
Lo Stato non deve più far cassa a danno dei Comuni.
 
Non ci dimentichiamo che il Comune è l’istituzione senza la quale la maggior parte delle riforme che il nostro Governo ha realizzato e che ha in cantiere non potrebbero trovare compiuta attuazione: non possiamo pensare quindi di ammodernare e rendere sicure le scuole, se non ci sono uffici tecnici che si occupano della progettazione; non possiamo rilanciare, come vogliamo fare, lavorare a rilanciare l’immagine dell’Italia nel mondo, renderla ancora più apprezzabile, ancora più ammirata, se non ci sono strutture locali che siano intermediari con gli operatori del mercato, nel campo della cultura, del turismo, un settore trainante per la nostra economia; non possiamo essere accanto a lavoratori e studenti, a chi vive situazioni di disagio familiare o sociale, senza l’apporto dei Comuni; senza il vostro apporto di voi sindaci non possiamo progettare un ambizioso Green New Deal, al quale stiamo lavorando intensamente, perché vogliamo pe le generazioni che verranno, e anche per noi, un’Italia più verde, un’Italia più sostenibile, un’Italia più pulita, senza avere voi al nostro fianco in questa battaglia.
 
Con la manovra economica, e sapete tutti, sappiamo tutti che ci stiamo muovendo in un quadro di finanza pubblica particolarmente complesso, particolarmente critico, abbiamo cercato di introdurre misure che testimoniano l’attenzione del Governo nei confronti degli enti locali, ma siamo anche consapevoli che certo non tutte le criticità potranno essere risolte con queste misure.
 
Nella manovra abbiamo reso strutturale l’assegnazione di 500 milioni di euro all’anno ai Comuni per interventi di efficientamento energetico e per le opere legate allo sviluppo territoriale sostenibile, come l’adeguamento e la messa in sicurezza di scuole, edifici pubblici e patrimonio comunale, e anche per  abbattere le barriere architettoniche.
 
Abbiamo stanziato complessivamente, dal 2021 al 2034, oltre 9 miliardi per assegnare contributi ai Comuni per investimenti in progetti di rigenerazione urbana, volti a contrastare il degrado sociale, e per migliorare la qualità del decoro urbano e del tessuto sociale ed ambientale. Ma c’è tanto da fare. Ho letto gli interventi del presidente Decaro, sono d’accordo con lui e anche con l’opinione di molti di voi; abbiamo una grave emergenza per quanto riguarda le nostre periferie e dobbiamo occuparcene al più presto in modo ancora più efficace.
 
In prospettiva, noi dobbiamo rendere strutturale il fondo periferie.
 
Sempre sul fronte degli investimenti dei Comuni, abbiamo stanziato dal 2020 al 2034, 2 miliardi anzi un poco di più, per aiutare i Comuni a sostenere le spese di progettazione relative ad interventi di messa in sicurezza del territorio, edifici pubblici e scuole, ponti e viadotti, nonché interventi di illuminazione pubblica.
 
Mettere in sicurezza le nostre infrastrutture è una priorità, una priorità per qualsiasi governo responsabile, e quindi dobbiamo lavorare insieme, perché non possiamo a livello centrale progettare la messa in sicurezza delle infrastrutture senza di voi. Siete i nostri alleati in questa importante missione, per rendere più fruibili, ovviamente, gli spostamenti, e più sicura la vita di tutti i nostri cittadini.
 
Non abbiamo dimenticato, poi, di destinare ai Comuni le risorse necessarie a integrare il fondo Imu-Tasi, che interesserà una platea (abbiamo calcolato) di circa 1.400 enti locali. Per questa misura che, dopo l’introduzione della Tasi in sostituzione dell’Imu, restituisce ossigeno alle finanze locali, comunali, abbiamo stanziato complessivamente 330 milioni nel prossimo triennio.
 
Inoltre ci sono ulteriori misure nel progetto di manovra che adesso è all’attenzione del parlamento, sempre a favore delle finanze locali.
 
Prevediamo di individuare, con apposito decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze, criteri efficaci per ridurre la spesa per interessi dei mutui a carico degli enti locali, e qui il meccanismo sarà l’accollo e la ristrutturazione degli stessi da parte dello Stato.
 
Per agevolare il rispetto dei tempi di pagamento nelle transazioni commerciali da parte degli enti locali, abbiamo disposto l’aumento del limite massimo di ricorso ad anticipazioni di tesoreria da 3 a 5 dodicesimi delle entrate occorrenti per tutto il prossimo triennio.
 
Abbiamo lavorato affinché la distribuzione delle risorse pubbliche per i Comuni fosse destinata anche all’abbattimento dei divari territoriali fra Nord e Sud, nonché fra aree maggiormente urbanizzate ed aree interne. Anche qui dovremmo aprire una parentesi, abbiamo un grave rischio di spopolamento delle nostre aree interne. Dobbiamo lavorarci tutti insieme e dobbiamo recuperare la bellezza, restituire alla bellezza i nostri borghi.
 
Per costruire un’Italia più coesa e più prospera non possiamo che affidarci alle vostre indicazioni, alla profonda conoscenza dei territori che Voi avete e intendiamo sostenervi tutti in questa sfida cruciale. E lo dimostriamo anche con i comportamenti. Perché non vi sarà sfuggito che alcune iniziative per aree particolarmente disagiate, in particolare quelle del Sud, che hanno coinvolto in particolare la Puglia e il Molise, ma stiamo completando il lavoro con tante altre aree, quando proponiamo contratti istituzionali di sviluppo, io per prima cosa parlo a voi, sollecito voi a elaborare progetti, a fornirci…, voi conoscete il territorio, voi siete coloro che possono con tutti i cittadini, gli enti esponenziali, le associazioni di categoria, elaborare progetti e così abbiamo fatto, e così in questo modo son partite queste commissioni di valutazione; abbiamo approvato i progetti che voi stessi avete sollecitato e presentato, e confido di poter presto realizzare quei progetti, quei cantieri, aprire i cantieri a breve che abbiamo promesso a tutti i vostri cittadini.
 
Abbiamo raddoppiato i finanziamenti destinati al Fondo nazionale integrativo per i comuni montani a partire dal 2020 ed è stato istituito un apposito Fondo per gli investimenti delle isole minori, al momento dotato di circa 14 milioni a valere nel 2020.
 
Al contempo, abbiamo incrementato di 200 milioni – a partire dal 2021 – le risorse nazionali destinate alla “Strategia nazionale per lo sviluppo delle aree interne del Paese” (ne parlavo poco fa); vogliamo potenziare il nostro intervento e i finanziamenti per queste aree, proprio perché vogliamo restituire alle comunità locali e far rifiorire i nostri piccoli centri dell’interno.
 
C’è tanto da fare, c’è ancora molto da fare.
 
Sono consapevole anche di alcune più urgenti richieste che vi stanno a cuore. Siamo in piena manovra economica, abbiamo adesso la difficoltà che voi conoscete bene, di far quadrare i conti. Però vi assicuro che stiamo facendo il massimo sforzo per reperire risorse per innalzare l’indennità minima dei Sindaci dei piccoli Comuni; voi lo sapete meglio di me, ma bisogna dirlo a tutti i cittadini che ci stanno seguendo: la responsabilità civile, penale, amministrativa, contabile di un sindaco di un piccolo comune è identica a quella di un grande comune. E allora almeno un’indennità minima è necessaria assolutamente.
 
In tema di finanza locale, occorre valutare con attenzione la scelta di incrementare la percentuale di accantonamento al “Fondo crediti di dubbia esigibilità” e, sotto altro aspetto, occorre rende più facile agire sulla “spesa corrente”, legata alla gestione ordinaria dell’ente, attualmente sottoposta a troppi vincoli.
 
Anche di questo discuteremo al tavolo che ho convocato per il 27 novembre a Palazzo Chigi. In quella sede, cercheremo di individuare tutti insieme, come è nello stile di questo governo, nel confronto e nel dialogo costante, le soluzioni che riterremo più congrue per superare queste criticità.
 
Il Governo non intende penalizzare nessuno, perché questo non giova a nessuno, tanto meno voi Sindaci, che siete, ripeto, i primi alleati sul territorio.
 
Attenzione, anche in tema di semplificazione dobbiamo intervenire e procedere con la massima celerità. Io ho qualche competenza in materia come sapete, mi rendo conto che è una delle riforme più complesse, lo sapevo già, ne ero consapevole. Qui ho bisogno dell’aiuto di tutti, dobbiamo avviare un processo di ampio respiro della semplificazione a tutti i livelli, e mi dovete dare una mano per quanto riguarda il Testo Unico sugli Enti Locali.
 
È un testo che è stato sottoposto ad una stratificazione normativa, da ormai venti anni, ha perso finanche un disegno unitario, in questo modo è un testo normativo che non vi agevola. Dobbiamo semplificarlo, snellirlo, dobbiamo renderlo più chiaro evitando le confusioni. Ed è per questa ragione che tra i collegati alla legge di bilancio, troverete anche un disegno di legge di delega espressamente finalizzato a questo scopo. Se la vostra Associazione ha delle proposte, come assolutamente ritengo, iniziate ad elaborarle, a condividerle e lavoriamo insieme. Inoltre, riteniamo decisivo intervenire per assicurare la presenza, e qui mi si apre ancor di più il cuore, dei Segretari comunali in tutti i Comuni, anche in quelli piccoli. I segretari comunali sono oggi in numero di gran lunga inferiore rispetto alle sedi comunali e, per garantire la funzionalità dei Comuni, spesso sono costretti a fare dei triangoli, dei quadrilateri incredibili, si devono sobbarcare l’onere di faticosi tour de force. Quindi so bene quanto è rilevante nella vostra attività il ruolo del Segretario comunale.
 
Io sono cresciuto in piccoli comuni, giocando un po’ con i dipendenti anche nel tempo libero, mio padre era Segretario comunale. Consapevoli dell’urgenza di intervenire in questo campo, d’intesa con il Ministro dell’Interno, stiamo lavorando perché il corso-concorso per la nomina di 200 nuovi Segretari comunali si svolga nei tempi più brevi possibili. Purtroppo, ho verificato con il Ministro dell’Interno, ci sono dei tempi che non sono comprimibili. Per questo, avete chiesto al Ministero dell’Interno l’individuazione di misure urgenti, per i Comuni collocati in zone montane e disagiate, che spesso si trovano nell’impossibilità di gestire, senza la presenza di un Segretario, le ordinarie attività amministrative. Stiamo studiando una serie di misure per venire incontro a queste vostre legittime istanze.
 
Prima dicevo voi siete un po’ i rappresentanti delle istituzioni “da trincea”. Ebbene non possiamo, e io nelle vesti di Presidente del Consiglio, non posso affatto trascurare anche che delle volte siete concretamente, e non solo metaforicamente “in trincea”, delle volte siete anche vittime di atti di intimidazione. Quella prossimità di cui parlavamo prima che vi spinge anche a dover rispondere a richieste concrete, a bisogni concreti, spesso si tramuta in esposizione al pericolo. Faremo di tutto – so che il competente Osservatorio del Ministero dell’Interno sta lavorando intensamente in questa direzione – per contrastare questi fenomeni. Vi siamo vicini anche per questo.
 
Cari Sindaci, leggo nei vostri occhi l’orgoglio di rappresentare la vostra comunità, di rappresentare la bellezza del nostro Paese. Lasciatemi rivolgere, un pensiero in questo momento a tante città, tanti comuni, tante aree, che sono state ferite in questi giorni, da Venezia a Matera e ai tanti altri Comuni, da Nord a Sud, non li posso citar tutti ma vi posso dire che senza alcuna distinzione di latitudine e longitudine, di importanza, di grandezza, stiamo raccogliendo tutte le richieste di intervento, le stiamo scrutinando con la Protezione civile e ancora giovedì abbiamo un ulteriore Consiglio dei Ministri in cui porteremo tutte le richieste che ci sono pervenute e che abbiamo già prontamente istruito. Non vi lasceremo soli!
 
Anche perché, attenzione, il contrasto al dissesto idrogeologico è sempre stato una priorità di questa azione di Governo. Alla prossima riunione della cabina di regia “Strategia Italia” faremo il punto sul piano “Proteggi Italia” che abbiamo già approvato, all’inizio di quest’anno. Lo vogliamo rafforzare ulteriormente. E lì abbiamo concentrato alcuni miliardi di euro su base pluriennale nella convinzione che non possiamo lamentarci ogni volta di una tragedia, non possiamo ogni volta reagire a posteriori.
 
Nel Piano “Proteggi Italia” abbiamo cercato di trasfondere buona parte della nostra competenza, capacità predittiva: quindi c’è molta prevenzione, dobbiamo lavorare su quello, torneremo ad aggiornarlo e se avrete dei suggerimenti saremo ben lieti di accoglierli.
 
Non mi sfuggono neppure gli appelli dei Sindaci delle zone terremotate. Questa mattina mentre venivo qui, mi segnalavano delle criticità. Come sapete abbiamo un decreto-legge sul “terremoto”, adesso in sede di conversione. Purtroppo dobbiamo reperire altre risorse.
 
Abbiamo fatto tanto; abbiamo aperto un tavolo con i rappresentanti degli enti locali del cratere, lo stiamo aggiornando costantemente. Vedo qualche sindaco delle zone del cratere. Mi darete atto, forse, che una modalità così partecipata difficilmente – diciamo così – è stata realizzata in passato, perché noi dobbiamo ascoltarvi. Quando io dico che siete i nostri alleati, ogni volta che sono venuto vi ho incontrato sempre perché, oltre che incontrare la gente ovviamente, siete voi che mi filtrate le istanze e che mi rappresentate le criticità nell’azione di ricostruzione e anche nell’ordinaria attività amministrativa.
 
Ci sono quindi alcune criticità. Ecco, vi do un aggiornamento in diretta: adesso i miei tecnici ci stanno lavorando e confidiamo di portare in conversione uno strumento normativo che ponga finalmente rimedio alle ulteriori criticità ancora residue. Dobbiamo favorire lo smaltimento delle macerie che sono ancora lì, dobbiamo accelerare le pratiche per la ricostruzione delle opere di edilizia privata e delle opere di edilizia pubblica. Su questo ci stiamo assolutamente lavorando.
 
E poi anche lì, attenzione, ci sono le prime misure in coerenza con quanto già detto: noi estendiamo, in quel decreto terremoto che sarà presto legge, il Piano Sud anche al Centro Italia. Io l’ho sempre detto ed è una delle più gravi criticità nelle aree terremotate con cui dovremo confrontarci: noi rischiamo, per quanto in ritardo, di ricostruire dei borghi bellissimi ma deserti, quindi è il momento di intervenire adesso per cercare, già adesso, di offrire una prospettiva imprenditoriale e un sostegno alle attività produttive di chi si stabilisce lì. Ecco perché la misura al Resto al Sud.
 
Mi avvio a conclusione. Non ci fermeremo. Tutte queste iniziative richiedono a noi un grande impegno, un costante impegno. Non possiamo rassegnarci – e questo è il messaggio finale che voglio consegnarvi – a un’Italia a differenti velocità. Io giro tanto il territorio. Questo è inaccettabile. La bellezza del nostro territorio è questa; quando si viaggia in altri territori si va in una città in particolare, si va in un luogo turistico in particolare, da noi chi viene anche dalle terre più lontane ci ritorna perché non ancora visto nulla. Se ha speso una settimana, se ha speso alcuni giorni, ancora non ha visto nulla e, se gli daremo la possibilità di visitare anche i luoghi meno in questo momento accessibili al turismo, se restituiremo alla bellezza anche i territori interni con infrastrutture efficienti e con attrezzature anche turistiche adeguate – i nostri borghi -, noi potremo veramente far conoscere al mondo il Paese più bello.
 
Grazie.

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