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Protezione civile: istituito RescEU, un nuovo strumento di cooperazione tra Stati

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Dal 21 Marzo 2019, in seguito all’entrata in vigore della Decisione  n. 2019/420 adottata dal Consiglio e dal Parlamento europeo, è possibile contare sul potenziamento dell’attuale Meccanismo Unionale, attraverso l’istituzione di RescEU: l’insieme di risorse acquisite dagli Stati membri e mobilitate dalla Commissione, a sostegno dei Paesi impegnati a rispondere a catastrofi di particolare entità, anche al di fuori dell’Unione Europea.
 
 
Risorse non sostitutive. Si tratta di una vera e propria “riserva aggiuntiva” formata dall’insieme di risorse supplementari, opportunamente preparate per fronteggiare le più ricorrenti  catastrofi.
 
RescEU sarà attivabile a sostegno dei mezzi disponibili a livello nazionale, o pre-impegnati dagli Stati nell’ambito del Pool Europeo di Protezione Civile (precedentemente chiamato Capacità Europea di Risposta Emergenziale – EERC).
 
 
 
I precedenti. I recenti eventi catastrofici  testimoniano come le offerte volontarie di assistenza coordinate dal Meccanismo Unionale, non sempre sono sufficienti per garantire la  gestione efficace di eventi calamitosi, soprattutto nei casi in cui più  Stati membri sono colpiti contemporaneamente da catastrofi della stessa natura.
 
La decisione di creare un nuovo strumento europeo getta le basi nelle difficili esperienze maturate nell’ambito del Meccanismo Unionale, con particolare riferimento al rischio incendi boschivi.
 
Nella prima fase, infatti, RescEU propone di dotarsi di mezzi aerei ed elicotteri, con la prospettiva di includere anche squadre mediche di emergenza, e team specializzati nella gestione di particolari tipologie di rischi.
 
Lo spirito collettivo. Il Meccanismo Unionale,  pur riconoscendo la responsabilità primaria degli Stati membri per la tutela delle persone, dell’ambiente e del contesto socio – economico di un territorio, promuove anche la solidarietà fra gli Stati membri, come all’articolo 3 comma n. 1 del Trattato sull’Unione europea – TUE “L’Unione si prefigge di promuovere la pace, i suoi valori e il benessere dei suoi popoli”.
 
I temi della prevenzione, della preparazione e della formazione dei team europei svolgono un ruolo cardine nella risposta efficace ed efficiente alle catastrofi naturali e causate dall’uomo,  sono sempre guidati dallo spirito di solidarietà e dalla volontà di sostegno reciproco tra gli Stati membri. Lo spirito di un’azione condivisa si riflette anche nell’adeguamento della denominazione pool volontario, in Pool Europeo di Protezione Civile.
 
A garanzia di un alto livello di interoperabilità, è previsto anche il coinvolgimento, per il tramite degli Stati, delle risorse esistenti a livello regionale e locale.
 
Tra le novità previste dalla nuova Decisone, le attività di prevenzione​ dovrebbero essere rimodulate a seguito  di valutazioni periodiche dei rischio e della capacità di gestione, con particolare focus sui rischi che caratterizzano un dato territorio e registrano conseguenze transfrontaliere, o poco probabili, ma dall’impatto altamente distruttivo.
 
Le competenze e gli accordi internazionali Nei settori che non sono di sua competenza esclusiva, l’Unione interviene nei casi in cui gli obiettivi dell’azione prevista non possono essere conseguiti in misura sufficiente dagli Stati membri, limitando, nella forma e nel contenuto, il conseguimento degli obiettivi dei trattati.
 
La promozione di una politica di coesione è così realizzata nel pieno rispetto dei principi cardine di sussidiarietà, e di proporzionalità. La coerenza delle azioni intraprese da un Paese membro con gli impegni assunti a livello internazionale si riflette anche su piattaforme comuni quali il quadro di riferimento di Sendai 2015 – 2030 per la riduzione del rischio di catastrofi, l’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici e sull’Agenda 2030 dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, per lo sviluppo sostenibile.
 
Ancora, a sostegno di una direzione ancora più europeista, l’apparato legislativo dell’UE ha scelto di adottare la procedura legislativa ordinaria, ovvero la ex co-decisione, in cui il ruolo del Parlamento è notoriamente a favore di una più ampia integrazione, dal compromesso bilanciato.

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