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Integrazione scolastica degli studenti provenienti da un contesto migratorio

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Un recente studio dell’Ocse basato sui dati del programma per la valutazione internazionale degli studenti ha sottolineato come risultati scolastici positivi e integrazione camminino di pari passo.
La scorsa settimana la Commissione europea ha pubblicato una relazione corredata da un’accurata mappatura comparativa delle misure e delle strategie nazionali per valutare il diverso grado di integrazione nelle scuole degli studenti provenienti da diversi contesti migratori. Il documento affronta i temi dell’accesso all’istruzione, al sostegno psicosociale, linguistico e all’apprendimento; il ruolo degli insegnanti e dei dirigenti scolastici; la governance.
 
La panoramica dei molteplici approcci pedagogici ed educativi vuole fornire informazioni a professionisti dell’istruzione e dell’integrazione, a ricercatori e decisori. Nel 2017 gli studenti di origine migratoria presenti negli istituti scolastici italiani sono stati circa 826.000 con un aumento di oltre 11.000 unità rispetto all’anno precedente (+1,38%). La crescita è di entità leggermente superiore per i maschi (+5.994; +1.41%) rispetto alle femmine (+5.246; 1,34%) che nel complesso hanno rappresentato il 48% degli studenti con cittadinanza non italiana. E’ un dato ormai consolidato che gli studenti di origine migratoria sono parte integrante della popolazione scolastica nazionale, rendendo di fatto la nostra scuola sempre più multietnica e multiculturale.
 
La presenza di ragazzi con cittadinanza non italiana, riscontrabile in misura contenuta negli anni ’80, ha registrato un consistente incremento nei successivi anni ’90 con l’afflusso di oltre 100.000 studenti. E’ tuttavia nel primo decennio di questo secolo e fino all’anno scolastico 2012/2013 che i numeri sono diventati rilevanti con l’ingresso di quasi 670.000 studenti con cittadinanza non italiana nell’arco temporale che va dal 2000/2001 al 2012/2013. Gli anni più recenti si caratterizzano, tuttavia, per un deciso rallentamento della crescita con un aumento di sole 39.000 unità dal 2013/2014 al 2016/2017. La costante flessione degli studenti con cittadinanza italiana, diminuiti nell’ultimo quinquennio di quasi 241.000, fa sì comunque che continui ad aumentare l’incidenza degli studenti di origine migratoria sul totale, passata da 9,2% a 9,4%.
 
Più in generale, l’integrazione degli studenti provenienti da contesti migratori riguarda tutta l’Unione e ha come denominatore comune il rendimento scolastico di questi giovani che risulta tendenzialmente peggiore di quello dei loro compagni nati nel Paese di accoglienza. Per aiutare gli Stati membri ad agevolare l’integrazione di ragazzi e ragazze provenienti da un contesto migratorio, l’Unione europea sostiene un’ampia gamma di azioni, tra cui: la cooperazione strategica, la correlazione tra i responsabili politici e le parti interessate affinché possano condividere le esperienze coronate da successo e imparare gli uni dagli altri, anche attraverso la rete programmatica indipendente Sirius sull’istruzione dei migranti. L’Unione offre, infine, opportunità di finanziamento tramite il programma Erasmus+.
 
(Patrizia Maglioni)

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