CDC - Centro di Documentazione e Studi dei Comuni Italiani

L'arretratezza italiana nelle classifiche di sviluppo digitale

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In un periodo in cui si parla tanto di politiche comunitarie, dall'Ue arriva una nuova classifica che certifica le performance dei cittadini in ordine all'utilizzo di internet ed in particolare nella fruizione dei media.

L'Italia è 28esima su 28 paesi per la lettura delle news online. Una continua discesa quella del belpaese; infatti, anche nel 2017, era tra gli ultimi posti (per l'esattezza al ventiseiesimo posto), ma non ultima. Un continuo declino, dunque, come fossimo in una situazione d'arretratezza digitale. Una beffa per il paese che è tra i fondatori della Ue. I numeri parlano chiaro, solo il 56% degli italiani (erano il 60% nel 2017) ha un'attitudine a consultare le news su internet. La media Ue è poco sopra il 70%. I paesi della penisola scandinava e dei Paesi Bassi sono quelli con le migliori performance. Agli ultimi posti troviamo Romania, Grecia e Italia. Un nuovo record, quindi, quello dell'Italia. E' vero che storicamente l'Italia non ha mai avuto numeri tali da posizionarsi in alto nelle classifiche, però questo continuo scendere è decisamente preoccupante. Tanto più che in Europa il trend è di contina crescita, seppur non con numeri eccezionali.

Queste informazioni concernenti l'accesso ai contenuti giornalistici su internet sono solo una parte di ciò che proviene dal report europeo 2018 del Digital Economy and Society Index, il DISE, che tratta lo stato dello sviluppo digitale nel vecchio Continente. Difatti, il DESI, che è un indice composito che riassume gli indicatori pertinenti sulle prestazioni digitali dell'Europa e tiene traccia dell'evoluzione degli Stati membri dell'UE nella competitività digital, analizza, oltre all'uso di internet, la Connettività, dove al top troviamo i Paesi Bassi e la Danimarca per la qualità della banda larga, mentre l'Italia, la Grecia e la Croazia hanno le peggiori performance in questo campo.

Tra gli indicatori evidenziati dal DESI sullo sviluppo digitale vi sono quelli che misurano la capacità digitale tra gli abitanti della Comunità Europea. E qui le competenze digitali non sono appannaggio del 43% della popolazione europea. Al top vi sono i Paesi Bassi e quelli scandinavi. Romania, Bulgaria, Grecia e Italia sono agli ultimi posti.

Il DESI analizza anche l'efficienza raggiunta dalle imprese europee e quello della qualità dei servizi pubblici digitali, dove l'Italia è poco sotto la media europea. Infine, l'ultimo indicatore trattato dal DESI è quello legato alla ricerca e lo sviluppo tecnologico; qui l'Italia è al top dei Paesi Europei. Ecco quindi che sul finire troviamo un barlume di positività in un contesto generalizzato dove l'Italia arranca sempre più e necessità, obtorto collo, di politiche di sviluppo. Ovverosia, linfa vitale per il futuro del paese e per le nuove generazioni. A.D.

 

Ultima modifica il Giovedì, 24 Maggio 2018 15:35
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