CDC - Centro di Documentazione e Studi dei Comuni Italiani

27 GENNAIO 1861, ACCENNI DI MEMORIA STORICA : LE PRIME ELEZIONI D’ITALIA E IL LUNGO CAMMINO VERSO LA CENTRALITA’ DELLE PREROGATIVE PARLAMENTARI

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di Marco Giuliani

Era dal 1848 che Camillo di Cavour sosteneva pubblicamente, mediante un articolo apparso ne Il Risorgimento, l'esigenza di uniformare le prerogative regie e parlamentari con un progressivo sviluppo istituzionale mirato a favorire le seconde.


Pur ancora in parte isolato, lo statista torinese si fece deciso assertore di un progetto che aveva come obiettivo quello di fare della Camera elettiva il centro della vita politica e rappresentativa della erigenda nazione. Al contrario di personaggi come Balbo e in parte Azeglio, non disposti ad accantonare tout court la partecipazione diretta della corona ai lavori, Cavour rivendicò, al contrario, la necessità di rendere indipendente il potere legislativo con il fine di riformare il sistema in un regime di separazione delle competenze tra i vari organi dello Stato. Un grande passo avanti, in senso laico, era già stato fatto a seguito delle Leggi Siccardi (25 febbraio 1850), con le quali vennero regolati i rapporti tra Stato e Chiesa comprensivi della divisione delle prerogative temporali e spirituali, elementi che prelusero al successivo insediamento di Cavour come primo ministro. Il suo mandato, durato ininterrottamente dal 1852 al 1861 (eccetto un breve governo di necessità presieduto da Alfonso La Marmora, un militare) ed ispirato fondamentalmente dalla ricerca di una maggioranza coesa e liberale, diede luogo ad un rapporto di fiducia tra i diversi poteri molto saldo, caratterizzato, tra l'altro, dalla piena assunzione di responsabilità politica del premier di fronte alle camere.
Nonostante i gravi conflitti sociali e militari in corso entro i confini del Regno, parimenti alla campagna di annessione delle prime province del centro-nord, dal 1859 lo statista piemontese esercitò un saldo e crescente controllo diplomatico sulla (difficile) condizione geopolitica italiana, proseguendo nell'impresa di portare a compimento la trasformazione giuridica ed istituzionale del paese. Le prime elezioni d'Italia si svolsero il 27 gennaio 1861, ancor prima che venisse proclamata ufficialmente l'unificazione : il completamento del primo processo risorgimentale sarebbe avvenuto solo 9 anni dopo, a margine dell'inglobamento del Veneto e di Roma, al quale Cavour non poté assistere perché se ne andò improvvisamente nel giugno del 1861. Riuscì a vedere però le prime elezioni; vennero scelti i membri della Camera dei Deputati (il Senato era di nomina regia), e i votanti furono appena 239.000 su un totale di 418.000 iscritti ai registri. I collegi da votare, a scrutinio uninominale, davano la possibilità di eleggere un solo candidato, mentre i seggi da assegnare erano 443. Di fronte alla scelta del boicottaggio da parte delle correnti clericali, ne uscì una maggioranza di estrazione liberale e filo-governativa, che andò a comporre la VII Legislatura. Per la convocazione della prima assemblea del nuovo Parlamento, l'appuntamento fu fissato al 18 febbraio 1861.

 

Ultima modifica il Venerdì, 26 Gennaio 2018 15:03
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