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“Milano mai vista”, la città invisibile dei progetti irrealizzati

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Milano si presenta al mondo quest'anno più che mai, con l'Expo. Per l'occasione, una mostra alla Triennale, dal 27 gennaio al 22 febbraio, propone una riflessione sulla città, sulle sue trasformazioni, sulle occasioni mancate o i pericoli scampati; una sorta di analisi dell'inconscio architettonico e urbanistico da cui affiora un "rimosso". "Milano mai vista", a cura di Fulvio Irace e Gabriele Neri, racconta, infatti, attraverso un'ampia selezione di progetti irrealizzati, frutto di un'approfondita indagine storica e archivistica, ciò che il capoluogo lombardo sarebbe potuto essere.

 

È una narrazione dinamica e immersiva, in un allestimento progettato da Muse con Studio Due Effe e realizzato da Mario Flandoli. Un cortometraggio realizzato da Francesca Molteni mette a confronto la città reale e quella rimasta sulla carta; sfilano i tanti progetti per piazza del Duomo, San Babila, Brera, l'area della Fiera e di corso Sempione, Porta Vittoria, Garibaldi-Repubblica e altri luoghi che avrebbero potuto cambiare il volto della città.

Si tratta di progetti di diverso tipo: progetti per concorsi che non ebbero esiti concreti (da quello per il piano regolatore di Milano del 1926 al concorso per la Biblioteca Europea di Informazione e Cultura) e progetti che non si sono aggiudicati il primo posto (ad esempio quello di Renzo Piano per l'area della ex Fiera); progetti accantonati (la nuova sede dell'Accademia di Brera di Terragni, Lingeri, Figini e Pollini, degli anni Trenta); progetti visionari (il masterplan di Steven Holl per Porta Vittoria) e progetti "interrotti".

Il percorso espositivo fa emergere una città invisibile sepolta in qualche angolo della memoria; questa storia virtuale, però, evidenzia le scelte delle tre grandi fasi della trasformazione urbana: l'ottocentesco Piano Beruto con l'asse di via Dante, la piazza del Castello e i nuovi quartieri; il Piano regolatore di Cesare Albertini negli anni Trenta con i primi grattacieli di piazza San Babila, l'asse della Stazione, piazza Diaz e la prima Fiera, la Milano verde dei razionalisti; la ricostruzione negli anni del miracolo economico con la visione della città aperta, il centro direzionale e la conquista della periferia, fino ai grandi cantieri degli ultimi venti anni.

Nello stesso periodo la Triennale ospita anche "Ex_Po. Milano e la sua distanza", un altro racconto, attraverso una macchina-scultura parlante, del territorio, una terra di mezzo – Mediolanum – tra due fiumi, l'Adda e il Ticino, affluenti del Po.

 

Ultima modifica il Lunedì, 20 Aprile 2015 14:51
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