La storia dell’uomo che ha portato l’Hellas sul tetto d’Italia. Dopo di che è finita la mia adolescenza. Sta in Valdonega, sulla strada che porta verso le Torricelle. Calendario Serie A: dove vedere le partite su Sky e DAZN; Altre squadre. Salara Guarda e vota le foto più belle della Osvaldo Bagnoli. Ancora una volta, dietro il consueto pudico ritegno teso a minimizzare le teorizzazioni per esaltare la qualità dei giocatori, c’era un disegno tattico preciso, evoluzione di quello dei felici tempi veronesi. L’avventura si interruppe all’ottava di ritorno, quando mandò fuori dagli spogliatoi il presidente entrato nell’intervallo per consigliargli una mossa tattica. Di lui non si può dire che sia stato un innovatore tattico o un roboante condottiero di uomini. Lo Slaim e il Das (chi riusciva mai a riprodurre gli oggetti fotografati sulla confezione) I ghiaccioli anni 70 pieni di coloranti e i cremini. Il 25 novembre 1990 il Genoa di Osvaldo Bagnoli si aggiudicò uno dei derby della Lanterna tra i più iconici di sempre. Picech, Cormons: See 95 traveler reviews, 50 candid photos, and great deals for Picech, ranked #1 of 16 specialty lodging in Cormons and rated 5 of 5 at Tripadvisor. Lui, Bagnoli, continuava a forzare i soliti imbarazzati sorrisi e a lavorare al tornio da artigiano, mentre sull’altra sponda il Milan di Capello radeva al suolo la concorrenza con la spavalderia del rullo compressore. Coppa Intercontinentale/Mondiale per Club, EDWARDS DUNCAN: il golden boy di Manchester, BECKENBAUER Franz: il kaiser del calcio tedesco, PESAOLA Vs. VINICIO – Intervista luglio 1976. E poi gli fanno capire che è ingombrante e nemmeno si capisce perché, così passa all’Inter, una scombiccherata Armata Brancaleone che patisce il gioco di un Milan multinazionale. Ma quella porta in faccia gli suonò come uno schiaffo insopportabile. L’altro, cresciuto contadino e decatleta, è un incredibile Hulk che aggiunge a quel Verona quanto mancava prima per vincere, ad onta di un quarto posto, in precedenza, e due finali di Coppa Italia fuggite via con l’arido sapore della beffa. Eppure Osvaldo Bagnoli, con quel suo fare ammiccante e riservato, riuscì a portarlo allo scudetto, superando rivali che i fuoriclasse invece li avevano ben esposti in vetrina. n.b.questa e' una pagina fan creata e gestita da fans I Vecchi Lego, Playmobil I trenini Lima. In giro aveva lasciato qualche amico, come Pippo Marchioro, compagno di strada nel Milan e poi a Catanzaro, che lo chiamò come aiutante di campo nel Como, in Serie B. Qui Bagnoli si applicò anche ai giovani e con tanto entusiasmo da rifiutare l’anno dopo di seguire Marchioro al Cesena. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7.03.2001. Copyright © 2020 | MH Purity WordPress Theme by MH Themes, Apri un sito e guadagna con Altervista - Disclaimer - Segnala abuso - Notifiche Push - Privacy Policy - Personalizza tracciamento pubblicitario, Gioco Corto: la Ternana di Corrado Viciani, BUSBY Matt: il mago del pallone che vinse il destino. La simbiosi tra la città e il tecnico, ormai da tempo stabilitovisi con la famiglia, non poteva essere più completa. Il secondo posto non ripagherà una rimonta antologica, e l’anno dopo, tra i marosi di una stagione in altalena, Bagnoli sarà esonerato. Bagnoli aveva trasformato Ruben Sosa in un micidiale cacciatore di gol, ma alla refrattarietà di Bergkamp ad ambientarsi in Italia dovette arrendersi. Castelguglielmo Guarda Veneta Piuttosto, la fedeltà alle umili origini portata come una medaglia al pari dell’etichetta vagamente ironica applicatagli all’epoca dei primi successi in Serie A: “il mago della Bovisa”. Pancev dopo la prima esclusione non si riprese più, Sammer addirittura a fine anno se ne tornò in Germania. Fabbri cominciò tutto. Di solito le sue squadre partivano piano, per poi carburare grazie ai suoi meticolosi ritocchi e chiudere alla grande. Partito per il solito onorevole campionato di rincalzo alle grandi, il Verona restava in testa dalla prima all’ultima giornata, macinando un calcio vigoroso e spettacolare. Elogio della verità, evidentemente. al Bergantino Panucci conosce la via che lo porta al grande calcio passando da Genova, sulla sponda rossoblù del capoluogo ligure. Gli dice di no Osvaldo, e poi gli fa: «Si vergogni». Polesella IL FIGLIOL PRODIGO (Musica di Amilcare Ponchielli e Libretto di Angelo Zanardini) Empereur, brao fiol , torna in patria a difendere i colori prestigiosi del Palmeiras. E, rimbrottato all’errore occasionale, rispondeva: «Se facessi tutto come vuoi tu, non sarei Bagnoli, ma Schiaffino». «No, si vergogni» aveva risposto lui. Venne compicciata in extremis alla bell’e meglio una rosa di giocatori, grazie soprattutto a prestiti di altri club, con la destinazione della retrocessione già segnata sul foglio di partenza. Quando il campione del mondo Bearzot confessò che il modulo della Nazionale si riconosceva in quello del Verona, il mago della Bovisa si schermì: «Io Bearzot non lo conosco tanto, avrei bisogno di andare a cena con lui. Con Rosanna e Monica, e con Francesca, e con gli amici mai abbandonati. Invece a Fano inseri la presa diretta. Stienta Osvaldo Bagnoli è un signore di 82 anni che vive da tempo a Verona e che vinse l'ultimo scudetto 'straordinario' nella storia del calcio italiano . Ernesto Pellegrini, proprietario dell’Inter, gli chiederà di dimettersi. I campionati di calcio anni 80. A quel punto, furono sufficienti due mosse per chiudere il mosaico. Nell’estate del 1984, mentre approdava in Italia Diego Maradona, il Verona si affidava a due stranieri di fascia medio bassa. Passeranno altri anni, e nel 2014 proprio Pellegrini ammetterà di aver sbagliato e che quella decisione era stata errata. La stagione non è fortunata: Rossi trova spazio nell’album delle figurine “Panini” ma poco in campo: … Le premesse per il caos, secondo tradizione nerazzurra, non mancavano: quattro stranieri (Shalimov, Sammer, Pancev, Sosa), mentre il regolamento ne consentiva solo tre. Lo chiamò a Genova Aldo Spinelli, avendone in cambio in pochi mesi un capolavoro. … Impossibile pensare che la sua carriera, a un passo dalla vetta, fosse a due dal chiudersi. «Via, si dimetta» gli aveva chiesto Pellegrini. Lo vinse con l' Hellas Verona, una squadra provinciale, nell'anno di grazia 1984-85. Il mite Osvaldo guarda l’inviato della Rai con … Colse il primo posto e la C1, guadagnandosi il ritorno in B, a Cesena, dove prima sfiorò e poi mise a segno il salto in A. Stava diventando uno specialista e come tale lo assunse il Verona, che puntava giusto alla promozione in A. Formidabile motivatore di uomini, sapeva di ognuno quale tasto toccare per spingerlo verso il meglio. Addio a Diego Armando Maradona, il mondo piange il Pibe de oro. Esce per fare la spesa, sempre in quartiere. Il Verona 1981/2, Alla sua prima stagione Bagnoli riporta gli scaligeri in serie A. Quando gli arrivò la chiamata del Fano, due categorie più sotto (C2), Osvaldo non ritenne di dover fare troppo il difficile. Con un articolo sul prestigioso New England Journal of Medicine, la Dr.ssa Lisa Rosenbaum, cardiologa di Boston, Massachusetts, invita la comunità scientifica a non negare l’evidenza: a fronte di risorse ospedaliere limitate, l’epidemia da COVID-19 mette ogni giorno i medici italiani nella condizione di dover scegliere quali pazienti … Leggenda di Napoli e del Napoli, un'icona e un eroe in Argentina. Poco male, però, perché Bagnoli riesce subito a ricompattare il gruppo e a riprendere una corsa incredibile. Sentite come suonano bene? Poi, a Genova, sale sul treno dei pendolari, scende a Pegli, dove c’è il campo sportivo. Il racconto e le emozioni di una delle imprese più belle della storia Serie A: il Verona di Bagnoli e la conquista dello Scudetto 1984/85. Esce in barca, ma non con lo yacht, attenzione: va via con i pescatori, che tendono le lenze e gettano le reti, vive ad Arenzano. I soldi che ha guadagnato li investe in alberghi, ma non gliene cale granché, basta aver da vivere, tenere da parte dei risparmi. Bagnoli, il filosofo di ... “Dove sta la polizia?”. Il Verona 1984-85, ultimo intruso della storia all’esclusivo desco metropolitano dello scudetto, non conteneva fuoriclasse, ma un gruppo di buoni giocatori, nessuno dei quali, oltre quella parentesi, ha annoverato in carriera grandi conquiste da primattore. Rosolina Hans-Peter Briegel, gigantesca statua a rotelle, nella Nazionale tedesca agli Europei come difensore puro aveva impressionato solo per la forza fisica; l’attaccante danese Preben Larsen-Elkjaer, meglio conosciuto solo con il secondo dei due cognomi, quello della madre, aveva ben figurato nella rassegna continentale, ma si proponeva come un’incognita. Età, carriera, vita privata e Instagram A 16 anni dalla promozione in serie A del Chievo, i tifosi di sponda Hellas fanno ancora fatica a … Sede legale: Via Rismondo, 2/E - 35131 Padova Porto Viro Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7.03.2001. I tempi del mago della Bovisa erano maturi per il grande club metropolitano. Pontecchio Polesine Fu il direttore sportivo Carlo Pedroli, deus ex machina di quella formazione, a intuire in Bagnoli qualità di allenatore. G.B. Osvaldo Bagnoli - Ultime notizie su Osvaldo Bagnoli - Argomenti del Sole 24 Ore. Ultime notizie: Osvaldo Bagnoli. . Il suo talento precoce viene subito notato da Osvaldo Bagnoli che lo fa esordire in Serie A, mentre nella sua prima stagione da titolare, non incontra difficoltà a presidiare la fascia destra … Era il 5-3-2. Neanche vero: vota da sempre socialista, come il padre Aristide, ma de gustibus non est disputandum, e poco ci manca che la rivoluzione di Osvaldo, che nel 1992 passa all’Inter, non sgambetti il Milan: segna a valanga Ruben Sosa, in regia c’è Antonio Manicone, spallucce da passacarte e la logica di Erno Rubik, quello del cubo rompicapo generazionale. Le Zigulì e le pastiglie Valda (veramente inutili) Nei nove anni di permanenza a Verona stabilisce anche il record di presenze di un allenatore sulla panchina gialloblù[2]. Dani Osvaldo: chi è? Senza polemiche, senza rancori, con la serenità dei nervi distesi: «L’Inter mi ha mandato in pensione in anticipo, ma non voglio darle troppe colpe. Smentire l’assioma che vorrebbe ininfluente il tecnico, senza la presenza di adeguati fuoriclasse. Con i veneti allenati da G.B. Nel 1991, quando, lasciato l’Hellas, Osvaldo andrà al Genoa, al Ferraris, durante una partita, lei confesserà alla mamma che quel tifo così incessante e imponente non soltanto lo sentiva, ma lo «vedeva». Così per il campionato 1975-’76 viene prestato al neopromosso Como affidato a Osvaldo Bagnoli, dal quale la società bianconera aveva nel frattempo prelevato un altro futuro campione del mondo, Marco Tardelli. Era già al Verona, l’Osvaldo della Bovisa, timone dell’Hellas che sbalordiva l’Italia, quella del pallone, e pure la terrorizzava: non vorrete che lo vincano loro, il campionato, strepitavano i tromboni delle metropoli, gli umili prima sconfitti, gli Scarti e i Riciclati, i Fanna e i Di Gennaro e i Tricella, i Volpati e i Galderisi e i Fontolan e i Garella? Voce principale: Hellas Verona Football Club. Ai complimenti, reagiva con semplici alzate di spalle. Eppure Bagnoli, l’Oswald «svizzero» per contegno – cappotto pesante d’inverno e il cappello per tenere lontana la sinusite, consiglio di un medico che gli evita gli impacci, pantaloni con la piega e comodi di cavallo d’ordinanza, mentre d’estate gira in braghe corte e si concede la polo in alternanza alla camicia – li porta in cima al regno del pallone. Sesto posto in B, seguito l’anno dopo a Rimini da una salvezza col sapore della grande impresa. A Como, dove è in prestito, nel 1975 Osvaldo Bagnoli lo lancia come centravanti. Gaiba tua regione. Osvaldo che ci rimane, all’Hellas, fino al 1990, e alla retrocessione più poetica di sempre, ma dopo aver battuto il Milan e avergli sfilato il campionato, consegnandolo al Napoli, con una palombella sul gong di Davide Pellegrini, la chioma nerocrinita che sobbalza. 4.8k likes. 4.8k likes. ... non credo proprio di essere all’altezza del suo grande filosofo».E invece l’Osvaldo ragiona da filosofo e vive … L’ultima stagione di nuovo in Veneto, 1987-88 a Verona dove ritrovò Osvaldo Bagnoli: ginocchia ormai logore, ma buone per segnare il gol decisivo il 18 gennaio del 1987, contro il Torino. Offrì di malavoglia spazio all’altro tulipano dalla difficile pronuncia («il Gionc», lo chiamava) e a febbraio, con la squadra al sesto posto, venne cacciato da Pellegrini. L’anno dopo, la cavalcata in Europa assunse toni epici, ben sintetizzati dalla vittoria sul Liverpool nella tana di Anfield Road, per arrestarsi solo in semifinale di fronte allo strapotere dell’Ajax di Bergkamp e Litmanen destinato al successo finale. - è una multinazionale specializzata nel settore lattiero-caseario. A fargli da corona, lui silente e riservato, due stranieri che ci mettono gli HP, Preben Elkjaer-Larsen e Hans Peter Briegel. Quattro primedonne poco disponibili ad arrugginire in tribuna. Alcuni testi o immagini inseriti in questo blog sono tratti da internet e, pertanto, considerati di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore, vogliate comunicarlo via email. Nell’estate del 1989 l’ombra del fallimento si allungò sulla società. Loreo Guida una Ford Fusion, i macchinoni non gli sono mai piaciuti. VERONA Chi va dal Veneto alla Lombardia ed entra a Milano, ecco che sulla direttrice di Affori si trova alla Bovisa, sobborgo proletario, e il gotico Dom che sbircia distante. L’importante è avere la fortuna di trovare gli uomini giusti per metterli poi nei posti giusti; lasciandoli liberi di esprimersi». Una cartolina che ha 30 anni. osvaldo bagnoli. Chi ne delira va compreso, non compatito; e va magari invidiato. Il Como era ormai spacciato e il nuovo tecnico non ne cambiò il destino, tuttavia i quindici punti in diciotto partite convinsero i dirigenti a insistere su di lui per la stagione successiva. La sposerà e da lei avrà due figlie: Francesca e Monica, cieca dalla nascita, la dolce bambina cresciuta da genitori forti. Il 1991 inizia con due vittorie e il ritorno con gol di Casiraghi dopo uno stop di due mesi, ma al tramonto del girone d’andata arriva la prima dolorosa sconfitta casalinga contro il Genoa di Osvaldo Bagnoli, cui non par vero, dopo tanti anni di carriera, di incontrare una Juventus così ingenua e predisposta a imbarcare contropiedi. Tutti i diritti sono riservati. In fondo, il mestiere gli piaceva e non c’era bisogno di coltivare esagerate ambizioni per farlo bene. Padova 335953 - Codice Fiscale e Partita IVA 03637220967 – capitale sociale euro 1.840.000 i.v. Costa di Rovigo Ceneselli L’Inter dovette accontentarsi della seconda piazza, un bel trampolino per la stagione successiva. Alcuni testi o immagini inseriti in questo blog sono tratti da internet e, pertanto, considerati di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore, vogliate comunicarlo via email. Problemi al ginocchio, tre menischi asportati. Porto Tolle Soprattutto, però, era la squadra dei grandi risorti. Alla Bovisa, quartiere proletario di Milano, doveva i natali, e al sapore schietto degli anni giovanili, spesi a giocare a calcio con gli amici a piedi nudi sui prati, come in una vecchia canzone di Celen-tano, faceva risalire l’amore per il pallone. L'attore e la sua passione per il Genoa: "Non avevo altra scelta, mio fratello non me l'avrebbe perdonata, ma non sono mai stato un ultrà. Bagnoli tornò nella sua Milano, ma dalla parte nerazzurra, fermamente voluto da Pellegrini nell’estate del 1992. Fu la svolta della carriera, perché quando il tecnico in prima, Beniamino Cancian, venne silurato dopo dodici giornate, i dirigenti lariani pensarono proprio a lui. Risultati Serie A live 10^ giornata: classifica, il Milan vince anche a Marassi contro la Sampdoria e conferma il primo posto a +5 sull'Inter. Frassinelle Polesine 01 dicembre 2017, 08:27; A Verona un'economia da scudetto, ma si vive come 30 anni fa «Il vero derby è col Vicenza». Dal loro matrimonio, il 3 luglio 1935, nasce Osvaldo, bimbo con il naso grande e il cuore di più, e a cui daranno nomignoli diversi, con il passare del tempo. Aristide e Vittoria, da lassù, sorridono e gli carezzano il capo. Lo stopper Silvano Fontolan, gran colpitore di testa (fratello maggiore dell’attaccante Davide), il ventenne attaccante tascabile Galderisi, funambolo dell’area di rigore finito a immalinconire tra le riserve della Juve dopo gli exploit iniziali, e il centrocampista Bruni, scartato dalla Fiorentina. Non lo farà più: «Mi sono accorto che stavo bene a casa», racconterà. Registro Imprese di Padova n. 03637220967 - R.E.A. Calto Uno, con la Juventus, si caccia in testa la pazza idea – o forse è soltanto un pensiero stupendo, e ci basta questo per essere in pace – di fare gol senza scarpa. Nella Hall of Fame del Calcio italiano, lo storico allenatore dell'Hellas Verona ha ricevuto oggi in Comune una targa di ringraziamento. Non so che carattere abbia, mi è difficile spiegare paragoni del genere». Canda | ISSN 2499-0485, A fargli da corona, lui silente e riservato, Osvaldo Bagnoli, gli 85 anni dell'allenatore operaio che portò a Verona lo scudetto del calcio, Verona, lo scudetto compie 35 anni Maradona e Platini rimasero a secco, Aristide Barraud, la nuova vita dell'ex rugbista ferito al Bataclan, Trent'anni fa il miracolo Verona, l'ultima volta che lo scudetto andò in provincia, RCS MediaGroup S.p.A. - Dir. Pablo Daniel Osvaldo, ex attaccante di Roma, Juventus, Inter e Fiorentina, sta per tornare in Italia. Erano gli anni della Samp-doro di Paolo Mantovani, che non a caso a fine stagione avrebbe conquistato il suo unico scudetto, ma anche dell‘EuroGrifo di Aldo Spinelli, squadra destinata a … In porta Simone Braglia, i fiori nei cannoni sono il piede sinistro di Claudio Branco, che calcia le punizioni con i «Tres dedos», dicono in Brasile, e una di queste incenerisce la Sampdoria in un derby che fa epoca. Il Gruppo Müller - formalmente Unternehmensgruppe Theo Müller S.e.c.s. Arquà Polesine Poche ore dopo, Bagnoli assaporava il gusto acre del siluro, che sta alla carriera di allenatore più o meno come la pioggia al mese di marzo. Villamarzana Bagnoli, nei suoi anni a Verona, va all’allenamento con l’autobus, che gli passa comodo sotto casa, oppure in bicicletta. Il suo giro d’Italia lo portò tre stagioni a Verona, una all’Udinese, tre al Catanzaro, tre alla SpaL, una ancora all’Udinese prima della chiusura da libero, cinque stagioni di fila nel Verbania, in C, a far da chioccia a numerosi talenti. Osvaldo Bagnoli è stato un tecnico ruspante, ma nel senso migliore del termine. osvaldo bagnoli. Nell’estate del 1983 il tecnico approvò la politica del club, che non aveva soldi da spendere: cessione degli elementi più pregiati, Dirceu al Napoli, Penzo alla Juventus, Oddi alla Roma, e nuova infornata di elementi da riciclare. La leggenda argentina è morta a 60 anni per un arresto cardiocircolatorio a Tigre, dove stava trascorrendo la convalescenza dopo l'operazione alla testa. BAGNOLI Osvaldo: il Mago della porta accanto | Il football … "Il calcio è straordinario proprio perchè non è mai fatto di sole pedate. Occhiobello Niente a che vedere con certi abborracciati saperi calcistici di provincia. Saranno immediatamente rimossi. San Bellino Che spiegava così la propria filosofia tattica: «Il calcio è un gioco semplice, non sono indispensabili astruserie come la zona o il pressing. Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Castelnovo Bariano Altre quattro stagioni, quasi sempre di buona levatura, Bagnoli trascorse alla guida del Verona, prima che una grave crisi sfaldasse le basi finanziarie del club. Lui, Bagnoli, che, allevato nella Trionfale e nell’Ausonia, proprio nel Milan, ci aveva giocato, lasciando l’impiego al tornio («Ti diamo 35.000 lire al mese: con la meccanica hai chiuso», gli dice il team manager Toni Busini, e l’altro che corre dai genitori e fa festa, perché quello è il giorno in cui, ricorderà, sente di aver smesso di lavorare), e al primo ritiro con la Prima Squadra, a San Pellegrino Terme, Gunnar Nordahl, facendo il giro tra i compagni per raccogliere le mance per gli inservienti dell’albergo, gli dice: «No, ragazzo, tu non devi dare niente. 15. Bagnolo di Po Il distacco da Verona non fu facile. In pratica, il Verona aveva avuto un solo straniero, Dirceu, dato che l’altro, lo stopper polacco Zmuda, si era subito sfasciato finendo in infermeria. I sacrifici, quelli veri, li fanno gli operai». Non era posa, come il tempo avrebbe poi confermato, ma la sincerità di un uomo con il terrore delle esagerazioni. Ma non parlatemi di sacrifici, per favore. Grande emozione alla presentazione dello storico allenatore dell'Hellas Verona in Gran Guardia. A Verona ci arriva da calciatore nel 1957, centrocampista euclideo e che fiuta il gol, e conosce Rosanna, la donna della sua vita, che ha sette sorelle e un fratello e che gli sta accanto quando cade malato per la pleurite e va in cura sul Garda. Se n’è andato a 64 anni pochi giorni dopo Diego Armando Maradona. Giacciano con Baruchella Bagnoli trasformava Volpati in terzino marcatore, faceva di Briegel un mediano incursore di devastante efficacia e in avanti combinava l’agile potenza di Elkjaer ai guizzi del piccolo Galderisi. L’Osvaldo ragazzino prendeva istruzioni da Juan Alberto Schiaffino, detto Pepe, su come far girare la biglia. Era un Verona coraggioso, illuminato dalla classe di Dirceu e dalla larghezza di vedute del tecnico: che il fantasista brasiliano se l’era ritrovato in rosa senza averlo chiesto e poi vi aveva modellato il volto dell’attacco, rinunciando a una punta a fianco di Penzo, per favorirne gli inserimenti offensivi. Lendinara Il lavoro di cesello dell’artigiano Bagnoli produceva capolavori: il mediano Volpati, approdato a Verona credendosi a fine carriera e poi per sei anni tra i più continui difensori della squadra; il terzino Luciano Marangon, alfine compiuto come incursore mancino dopo le promesse nel vivaio della Juventus; il portiere Garella, trasformatosi da sgangherato collezionista di papere in funambolico acrobata; il tornante Fanna, fiore mai del tutto sbocciato nella Juve, risorto come imperiale fantasista delle corsie laterali; il regista Di Gennaro, promessa mancata della Fiorentina; il libero Tricella, scaricato dall’Inter. Badia Polesine Gli 80 anni di Osvaldo Bagnoli. Bosaro Nel 1967, a 32 anni, torna per una stagione all'Udinese, nel frattempo retrocessa in Serie C; al termine del campionato subisce un incidente stradale, a causa del quale … - soggetta ad attività di direzione e coordinamento di RCS Mediagroup S.p.A. Impara a sciare, va a giocare a tennis. Se io oggi sono un pensionato sereno, lo devo al calcio. Forse anche per questo il suo Verona non uscì più dalle righe, subito eliminato dalla Juve in Coppa dei Campioni (soprattutto per le nefandezze dell’arbitro Wurz), ma pure al riparo dal rischio di crolli repentini così facile per le provinciali salite all’improvviso sul tetto della gloria. Ma le basi appena gettate già saltavano in aria per il blitz di metà febbraio, con cui Pellegrini era riuscito a ingaggiare a suon di miliardi il conteso olandese Bergkamp assieme al regista Jonk, inserito nel pacco dai mercanti dell’Ajax. Parlava con gli occhi, più che con la bocca. Villanova Marchesana Lusia Pettorazza Grimani Milanese di nascita, veronese d’adozione. Rovigo La Juve di Platini uscì presto dal giro, l’Inter di Rummenigge duellò a lungo invano, il Torino col suo rush finale conquistò solo il secondo posto. Lo consigliò alla Solbiatese, stessa categoria, sicché non appena smessi i panni di giocatore l’uomo della Bovisa si ritrovò addosso quelli di tecnico. Ceregnano A 19 anni … Gustiamoci il momento. Ma preferì vivere fino in fondo la parabola della squadra, che alla fine retrocesse, ma all’ultimo tuffo e dopo aver sfiorato il miracolo. Bagnoli avrebbe potuto astenersi, ascoltando le sirene che dà più d’una piazza importante cantavano per lui. Taglio di Po [email protected]. ... a Genova, sale sul treno dei pendolari, scende a Pegli, dove c’è il campo sportivo. Ficarolo E se qualcuno ancora oggi bussa alla sua ruvida scorza di milanese amabile dalla sincerità scontrosa, ripete: «Io sono un uomo fortunato, perché ho giocato a pallone e ho potuto mettere da parte qualcosina. Qui c’è Michel Platini e c’è Diego Armando Maradona, e c’è Zico e anche Rummenigge e tutti gli altri, Leo Junior e Socrates e pure Souness e Passarella, chi sono questi qua che paiono usciti da un turno di notte di un’industria siderurgica? Christian PANUCCI. Ne fa ottanta, ora, di anni, Bagnoli Osvaldo, il figlio di Aristide e Vittoria, l’allenatore che ha compiuto il Miracolo, lo Scudetto nel campionato di Serie A 1984-85, sulla panchina del Verona, la Provinciale con l’iniziale maiuscola, e chi se ne frega degli altri. Bagnoli avrebbe voluto restare per edificare la risalita, ma la nuova dirigenza gli diede il benservito. E Bagnoli, quando Brera glielo riferì, di quel nuovo battesimo, gli rispose: «Io la ringrazio, ma mica valgo come il suo grande filosofo ». Vive quasi un girone intero senza sconfitte, cadendo soltanto all’ultimo turno prima del giro di boa: il Verona sfiora il percorso netto, ma perde nella tana dei lupi, ad Avellino. Osvaldo Bagnoli non poteva allenare il Milan per le sue simpatie politiche, spiegò Silvio Berlusconi a Gianni Brera. In sette giornate, lo svantaggio dai rossoneri scese da undici a quattro punti (allora la vittoria ne concedeva solo due), rendendo decisivo lo scontro diretto, chiuso in un pareggio. I primi mesi da esonerato mi dimostrarono che stavo bene anche senza il calcio attivo: stare in campo mi piaceva, ma non sopportavo più il contorno». Eppure pochi come Osvaldo Bagnoli hanno saputo sottolineare con gli esiti del proprio lavoro l’importanza dell’allenatore. Il suo proprietario, Silvio Berlusconi, anni prima, quando proprio Brera gli suggerì, come allenatore, Bagnoli, replicò: «Bravo lo è, ma non potrà mai venire da noi: è comunista». Pescara – Vicenza: partita in programma sabato alle ore 16. Si qualifica per la Coppa Uefa con una squadra che è una polveriera innescata da Carlos Aguilera, il Pato, e da Tomas Skuhravy, e con detonatori che si chiamano Stefano Eranio, Mario Bortolazzi, Gennaro Ruotolo. Oggi che di tempo ne ho, capisco quanto è importante. Corbola Pincara Partecipa anche tu Fiesso Umbertiano Il Verona debuttò in Coppa Uefa e visse una nuova stagione da guastafeste delle grandi, finendo al sesto posto. Canaro Communication Solutions, Copyright 2017 © Editoriale Veneto srl. Per il trionfo, riusciva a stirare appena un lieve sorriso. n.b.questa e' una pagina fan creata e gestita da fans Anzi, tieni pure questi e usali bene», e gli consegna un pacchetto di banconote. Gli Ultras anni 80. La squadra di Juric … Il Verona volò in Serie A e qui confezionò una stagione monstre, conquistando il quarto posto e mancando la Coppa Italia d’un soffio, dopo aver battuto la Juventus nella finale d’andata. Villanova del Ghebbo, EDITORIALE VENETO S.r.l. Melara Per chiudersi poi in un ostinato mutismo, mai più interrotto se non per frugali risposti dal suo esilio dorato. Il calcio è davvero il gioco più bello del mondo per noi che abbiamo giocato, giochiamo e vediamo giocare", Per collaborare, comunicare o inviare nuove storie, scrivere all’indirizzo Pronostici Serie A: consigli sulle scommesse di Verona-Sampdoria, gara della 12^ giornata. Qui vengono su famiglie operaie, come quella di Aristide Bagnoli, maniscalco di mestiere, e pure in fabbrica lavora Vittoria Sperduti, salita chissà come da natali romani. Con la difesa imperniata sul libero Signorini, il centrocampo affidato alle geometrie di Bortolazzi e alle incursioni di fascia di Eranio e Ruotolo da una parte e Branco dall’altra, con l’attacco micidiale del gigante Skuhravy complementare al piccolo e guizzante Aguilera, i rossoblu si piazzarono a uno storico quarto posto, anticamera della prima, storica partecipazione alla Coppa Uefa. Personaggi gettati nel cestino della mediocrità dai club di provenienza e rivitalizzati fino a misure da campioni dal maestro di panchina. Ero ben predisposto. “Bagnoli sei campione d’Italia e non mi dire che non te lo meriti” dice Giampiero Galeazzi, che si fionda immediatamente verso l’allenatore dell’Hellas Verona non appena il fischio finale della partita, giocata al Comunale di Bergamo, assegna un incredibile Scudetto al club gialloblu. concorso Obiettivo Italia. TRENTO. Quanto fosse lungimirante quella scelta, seppure a fronte di risultati sotto le attese, lo avrebbero dimostrato i rischi di retrocessione corsi dal suo successore, Giampiero Marini. Dopo di che sono diventato un comico. Ancora una volta, a una partenza in sordina fece seguito una crescita costante e inarrestabile, come il lavoro di rifinitura di Bagnoli prese a produrre frutti.