La normativa si articola su tre livelli: quello della classe, della scuola e del territorio. La decisione di un tale esonero spetta alla famiglia in raccordo con la scuola, che preparerà una dispensa sostitutiva per la disciplina. > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > Per alunni che manifestano difficoltà di concentrazione, invece, l’insegnante deve fornire schemi, riassunti o mappe prima della spiegazione, evidenziare i concetti fondamentali attraverso parole chiave sul libro, spiegare utilizzando immagini, utilizzare materiali strutturati e non. Heidrun Demo – Index per l’inclusione. Definizione di BES e DSA Il percorso normativo 2. orizzontescuola.it, Testata giornalistica registrata presso il I bisogni educativi speciali (BES) sono definiti dalla classificazione internazionale del funzionamento (ICF- International Classification of Functioning) come “qualsiasi difficoltà evolutiva di funzionamento permanente o transitoria in ambito educativo o di apprendimento, dovuta all’interazione tra vari fattori di salute e che necessita di educazione speciale individualizzata”. In sede d’esame e nelle prove INVALSI, il candidato deve sostenere le stesse prove della classe; può usare tempi più lunghi e le misure compensative previste, ma non sono attese prove equipollenti. Quello per l’alunno con disturbi specifici di apprendimento contiene anche la scolarità pregressa, i riferimenti normativi, le indicazioni fornite nella diagnosi, l’ambiente educativo: cioè chi segue il ragazzo di pomeriggio. BES e DSA metodologie didattiche Circolari A. S. 2017/2018. [25] La circolare ministeriale mette in evidenza che la personalizzazione deve essere “opportuna e necessaria”, quindi la scuola deve avere chiaro il tipo di intervento che intende mettere in atto con un alunno per supportare le sue difficoltà e per poter fare una valutazione di adeguatezza. Questi obiettivi primari devono essere quelli dell’”inclusione scolastica” e dell’”integrazione di soggetti” con Bisogni educativi speciali (BES). Si chiarisce come la loro difficoltà linguistica non vada considerata elemento di segregazione, ma al contrario vadano loro offerti interventi didattici per l'apprendimento della lingua che abbiano necessariamente natura transitoria. [21] In tale direzione viene ribadito il diritto di ciascun alunno alla personalizzazione degli apprendimenti, che ha nel Piano didattico personalizzato lo strumento privilegiato per esplicitare le strategie educative di intervento più idonee e i relativi criteri per la valutazione. La terza operazione che opera il Dirigente Scolastico è l’adozione di un linguaggio condiviso atto a consentire un dialogo e un confronto tra i diversi attori coinvolti nell’azione inclusiva. Il PDP per gli altri alunni con Bisogni Educativi Speciali è, invece, completamente diverso; per questi alunni, una volta individuati dalla scuola con una delibera del Consiglio di Classe, viene proposta la compilazione di un PDP, previa accettazione da parte della famiglia (DM 27/12/2012 e CM 8/2013). La didattica inclusiva è un processo che si riferisce alla globalità delle sfere educativa, sociale e politica guardando a tutti gli alunni e intervenendo sul contesto, sullo spazio educativo e sul soggetto. Per coordinare la socializzazione delle buone prassi è necessario promuovere figure di sistema a supporto dell’integrazione e dell’inclusione. (En portugues) baseball s.(Estrangeirismo⚠) ver beisebol. Bisogni educativi speciali e inclusione. Con CD-ROM by Dario Ianes, Sofia Cramerotti (ISBN: 9788859003519) from Amazon's Book Store. On thinglink.com, edit images, videos and 360 photos in one place. Il principale tra i benefici previsti è la stesura di un Piano Didattico Personalizzato (PDP) che preveda strategie didattiche calate sui bisogni dello studente e la possibilità di utilizzo di strumenti didattici compensativi o di forme di dispensa. La novità che la norma introduce sta nell'applicazione dei benefici derivanti dalle due leggi citate non solo agli studenti con una relazione clinica di disturbo specifico dell'apprendimento, ma anche a coloro che presentano uno degli altri disturbi evolutivi nominati. Studylists correlate. Dario Ianes - Il modello antropologico di ICF. Alla scuola l’arduo compito di … praticare l’uguaglianza del riconoscimento delle differenze”. Francesca topini. coerenti: evitare contraddizioni interne o difformità tra le discipline e gli insegnamenti. ).Quest’area dello svantaggio scolastico, che ricomprende problematiche diverse, viene indicata come area dei Bisogni Educativi Speciali (in altri paesi europei: Special Educational Needs). 2017/2018. Highest and Best Use, or highest or best use (HBU), is a concept that originated with early economists such as Irving Fisher (1867-1947), who conceptualized the idea of maximum productivity. Caricato da. [8] Tale difficoltà, che necessita di educazione speciale individualizzata, si traduce per il soggetto anche in termini di danno, ostacolo o stigma sociale. Queste figure hanno il compito di migliorare l’uso delle risorse umane e strumentali investite per la disabilità (intesa in senso generale e considerando anche i BES); costruire gruppi e reti di supporto (CTI); guidare la formazione dei docenti di sostegno e di quelli curriculari rispetto alle tematiche dell’inclusione. • La scuola inclusiva dovrebbe allora mettere in campo tutti i facilitatori possibili e rimuovere BES – Bisogni Educativi Speciali Chi sono i bambini e i ragazzi che hanno Bisogni Educativi Speciali (BES)? realistiche: evitare obiettivi troppo alti, che l’alunno non può raggiungere; tenendo conto che l’ambiente classe con le sue problematiche può ostacolare l’azione di personalizzazione. Definizione di Bes in inglese, significato di Bes, dizionario inglese de definizioni , consulta anche 'Be',BE',Bé',BE' Il concetto di ‘special needs’ è ben presente nella cultura anglosassone, e proprio a quella ci siamo ispirati per un allargamento del bisogno, usandolo come base concettuale per costruirci sopra il concetto di difficoltà evolutiva”. Ofertas en vuelos, hoteles, cruceros, paquetes, vuelo+hotel, vacaciones. La seconda sezione è dedicata invece alla redazione del Piano Annuale per l’Inclu-sività (PAI) redatta dal GLI. Alcuni insegnanti e addetti ai lavori hanno però sollevato alcune preoccupazioni…. “specifici” che supportano in maniera diretta il deficit; "funzionali” che supportano abilità “trasversali” come. NORMATIVA BES Schema sintetico della Normativa Bes a cura di Salvatore Nocera Fai click sull'immagine per accedere ai link della tabella Nota n. 2563 del 22 novembre 13 - Strumenti di intervento BES Chiarimenti (leggi anche il commento di SALVATORE NOCERA) VIDEO DI DARIO IANES - Commento alla Nota del 22 Novembre 2013 Nota prot. Indicazioni operative per promuovere l'inclusione scolastica sulla base della DM 27/12/2012 e della CM n. 8.. Con CD-ROM Le guide Erickson: Amazon.es: Ianes, D., Cramerotti, S.: Libros en idiomas extranjeros Che cosa sono i Bisogni Educativi Speciali e qual è il loro attuale inquadramento normati-vo? L’uso costante e simultaneo di più canali percettivi (visivo, uditivo, tattile, cinestesico) facilita e incrementa l’apprendimento[24] che viene valorizzato anche dalle tecnologie multimediali. view resource. Nella seconda parte della medesima viene illustrata l'organizzazione territoriale per la realizzazione dell'inclusione scolastica, che va ad articolarsi in gruppi di lavoro per l'inclusione a livello di singolo Istituto, di rete di scuole, di Provincia e di Regione, Centri Territoriali per l'Inclusione con compiti di coordinamento e Centri Territoriali di Supporto (CTS) istituiti dagli Uffici Scolastici Regionali in accordo con il Ministero mediante il progetto Nuove tecnologie e disabilità. "Nella predisposizione della documentazione in questione è fondamentale il raccordo con la famiglia, che può comunicare alla scuola eventuali osservazioni" (Linee Guida 3.1 (allegato) D.M. Infatti L'OECD - Organization for economic co-operation and development -[12] identifica tali soggetti come bisognosi di “risorse pubbliche e/o private a supporto della loro educazione, resa possibile progettando interventi educativo-didattici potenziati, differenziati e personalizzati capaci di garantire percorsi formativi sotto il segno delle pari opportunità”[13]. È per questo che il Dirigente Scolastico e i docenti devono operare nell’ambito di una didattica inclusiva che rappresenta il fattore decisivo per l’integrazione dell’alunno con disabilità ponendo, al centro del proprio fare, lo sviluppo della persona. Essa mira a eliminare tutti gli ostacoli all’apprendimento e alla partecipazione attraverso percorsi inclusivi che, partendo dalla prevenzione e tenendo conto delle pluralità dei soggetti coinvolti (docente, alunni, famiglie, operatori, …), valorizzano la vita sociale e danno sostegno ampio e diffuso. The Italian school system has a long tradition of inclusive education, starting in the 1970s with the first experiences of integrating students with disabilities into regular schools. Per una scuola inclusiva, il Dirigente Scolastico può attivarsi a livello macro-organizzativo (istituto) e a livello micro-organizzativo (classe) per rendere inclusivo la propria “organizzazione”. “Si fa educazione a scuola e si fa formazione attraverso la scuola”: il docente è chiamato a educare, ma anche a continuare a formarsi per garantire a tutti gli alunni una didattica inclusiva che rispetti le diversità e le usi come risorsa. In caso di disturbi specifici di apprendimento, con dispensa dalla prova scritta di lingua straniera, l’interrogazione sostituirà la prova scritta ma, questo tipo di prova equipollente, comporta la perdita della validità del titolo di studio e l’ottenimento del solo attestato di frequenza anziché del diploma. Tribunale di Ragusa - Proprietario OrizzonteScuola SRL - Via J. Un ulteriore importante contributo al dibattito da noi avviato in queste settimane, sul presente e il futuro dell’inclusione scolastica La normativa ha sollevato reazioni positive ma anche preoccupazioni tra i docenti che temono un carico eccessivo di lavoro o un ricorso eccessivo alle sigle mediche per identificare i disturbi anziché una maggiore inclusione. 5669 e linee guida) e pur essendo responsabilità della scuola, nella sua definizione può essere prevista la collaborazione di specialisti e altri soggetti esterni (pedagogista, psicologo, logopedista, psicomotricista, ecc); esso può essere considerato una via di mezzo tra il PEI (Piano Educativo Individualizzato per alunni con disabilità) e il PDP per alunni con BES. [7] Altri documenti dell’UNESCO che chiariscono e ampliano tale concetto sono l’ISCED (international standard classification of education) del 1997 che allarga la nozione di Bisogni educativi speciali, ancora fortemente ancorata all’idea di deficit individuale; e l’ISCED del 2011 in cui si specificano le ragioni dei BES e vengono annoverati svantaggi di tipo fisico, comportamentale, intellettivo, sociale ed emotivo, economico, linguistico. Indicazioni operative per promuovere l'inclusione scolastica sulla base della DM 27/12/2012. La quinta azione è definita come learning organization (apprendimento organizzativo) e costituisce la condivisione fattiva di informazioni, esperienze, scoperte e valutazioni che da individuali diventano di tutti. MC. La scelta della scuola non è, infatti, delegata alla famiglia o all’alunno, ma decisa dal consiglio di classe. Numerosi insegnanti frequentano corsi riconosciuti, spesso a livello di laurea o di diploma (ad es. 40 con disabilità e 200 con altri BES (19,2% del totale). Ianes D. (2005), Bisogni educativi speciali e inclusione (CD-ROM), Trento, Erickson. Sancisce, inoltre, che tutti i Paesi devono adottare il principio dell’educazione inclusiva, accogliendo tutti i bambini nelle scuole normali. Lettura ad alta voce e scrittura sotto dettatura, scrittura alla lavagna e copiatura da questa; Letture di brani troppo lunghi per le loro capacità; Uso del vocabolario e scrittura e lettura di numeri romani; Studio mnemonico di regole di grammatica, tabelline e definizioni; Tempi più lunghi per le verifiche e lo studio; Possibilità di uso di testi ridotti nel numero di pagine, ma non nel contenuto. Alunni con BES-Bisogni Educativi Speciali. Tuttavia le definizioni di ‘Bisogni educativi speciali’ variano a seconda dei Paesi e delle norme amministrative, finanziarie e procedurali in essi applicate. Il problema è che bisogna andare verso una didattica in generale più inclusiva: è questa la sfida. La dichiarazione di Salamanca del giugno 1994, che può essere considerata il manifesto della scuola inclusiva, afferma che gli alunni con Bisogni educativi speciali devono poter accedere alle scuole normali e che la scuola ha il dovere di integrarli con una pedagogia centrata sull’alunno, che soddisfi i suoi bisogni educativi. 53-57, UNESCO The Salamanca statement of freamwork for action on special needs education, UNESCO, Salamanca, 1994, R.Caldin,P.Sandri, Riflessioni sui recenti documenti ministeriali riguardanti i BES Gruppo congiunto Supervisori, Università di Bologna – Dipartimento di Scienze dell’Educazione Scuola di Psicologia e Scienze della Formazione, OECD, Students with disabilities. Indicazioni operative per promuovere l'inclusione scolastica sulla base della DM 27/12/2012 e della CM n. 8... Con CD-ROM: S. Cramerotti D. Ianes: 9788859003519: Books - Amazon.ca Since then, legislation has developed to guarantee students with disabilities and other special educational needs the right to individualization and personalization. You are on page 1 of 21. Find the best information and most relevant links on all topics related toThis domain may be for sale! Spunti per una riflessione critica verso la scuola inclusiva, International Classification of Functioning, Organization for economic co-operation and development, Convenzione ONU per i diritti delle persone con disabilità, Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (MIUR), disturbo da deficit di attenzione e iperattività, MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA DIREZIONE GENERALE PER LE RELAZIONI INTERNAZIONALI INDIRE - UNITÀ ITALIANA DI EURYDICE, p.16, http://www.isismaratea.gov.it/images/allegati_10/I_BES_in_prospettiva_europea_di_Pepe.pdf, MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA DIREZIONE GENERALE PER LE RELAZIONI INTERNAZIONALI INDIRE - UNITÀ ITALIANA DI EURYDICE, pp. rebus s. (araldica) disegno avente lo scopo di richiamare una parola… — En francés — rebus v. Participe passé masculin pluriel de reboire. Questi possono decidere se inserire i ragazzi con disturbi specifici di apprendimento e Bisogni educativi speciali in scuole speciali o in classi normali, mediante una normativa locale. Le misure dispensative sono interventi didattici che permettono agli alunni con Bisogni educativi speciali di non svolgere alcuni compiti o di essere esentati da questi. È assurdo: come se gli alunni nell’estate dalla quinta elementare alla prima media diventassero delle altre persone. Allora, prima della legge 170 del 2010, l’unica categoria di alunni che aveva diritto all’individualizzazione dei bisogni era quella degli alunni con disabilità certificata ai sensi della legge 104 del 1992. Bisogni educativi speciali e inclusione. Nel caso invece di disturbi evolutivi specifici, si deve attivare il canale previsto dalle leggi 53/2003 e 170/2010, che prevedono la predisposizione di piani di studio personalizzati per quegli studenti che presentano un disturbo caratterizzato da profili di specificità pur in presenza di capacità cognitive nella norma. Con l’ultima circolare del 6 marzo scorso, il MIUR dà indicazioni specifiche su come la scuola deve rispondere alla presenza in classe di allievi con Bisogni Educativi Speciali.. Come al solito le indicazioni su cosa fare sono chiare, ma la domanda che molti insegnanti (e dirigenti scolastici) si stanno facendo in questo momento, e che resta ancora aperta, è Strategie di integrazione e inclusione per le disabilità e i Bisogni ... processes in primary school and pupils with «BES (SEN)» and was conducted in the three-year period related to academic years 2015-2016, 2016-2017, 2017-2018. Ma che cos’è concretamente l’inclusione? Alunni con BES: riflessioni sulla nota MIUR del 22.11.2013 Dario Ianes - Duration: 17 ... Dario Ianes intervista Gian Marco Marzocchi - Duration: 2:42. Nel 1994, alla Conferenza Mondiale di Salamanca, l’UNESCO, affrontando il tema dei bisogni educativi speciali afferma l’inclusione come la prospettiva efficace per affrontare le difficoltà educative riconducibili ai Bisogni Educativi Speciali (BES). Con la Strategia “Europa 2020”, l’Unione Europea mira, oltre al superamento della crisi economica, a una crescita sostenibile volta alla prosperità e al progresso sociale (si veda la “Quinta Relazione sulla coesione sociale” del 2011). L'attenzione alla tematica dei Bisogni educativi speciali in Italia viene data a partire dalla fine del 2012, quando il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (MIUR), emana la Direttiva sui BES 27/12/2012. Quali sono a suo avviso i punti deboli della normativa e cosa potrebbe essere migliorato? 1 Ianes D. (2006), La speciale normalità. Ricevi ogni sera nella tua casella di posta una e-mail con tutti gli aggiornamenti del network di Chi intende iscriversi ad un Gymnasium (liceo) non può, se la sua pagella presenta voti al di sotto del 2 (dove 1 rappresenta l’eccellenza e 5 l’insufficienza). Il ministro dell’istruzione sta lavorando su una doppia strategia d’inclusione[17] e, nella conferenza tenuta nel 2012 da Anne Luetkes (Regierungspraesidentin), spiega questo percorso con le tappe previste per giungere alla piena inclusione: Una delle criticità che è da subito emersa è la mancanza di personale docente qualificato e formato nella didattica speciale. Bisogni educativi speciali e inclusione. A farsi carico di questi disturbi, con programmi educativi tarati su misura, dovrebbero essere gli insegnanti curricolari con il supporto dei colleghi del consiglio di classe. La formazione iniziale rivolta agli insegnanti fornisce loro le competenze necessarie per l’educazione di alunni con bisogni educativi speciali. Tale documento è parte integrante del piano dell'offerta formativa, non va inteso come un mero adempimento burocratico, bensì come uno strumento che possa accrescere la consapevolezza dell'intera comunità educante sulla centralità dei processi inclusivi basato su un'attenta lettura del grado di inclusività della scuola e su obiettivi di miglioramento da perseguire nell'insegnamento curricolare, nella gestione delle classi, nell'organizzazione dei tempi e spazi scolastici e delle relazioni.[22]. Helpful? Definizione di BES. Non è un concetto clinico, né una sindrome, ma una condizione di difficoltà che se riconosciuta dà diritto all’alunno a un programma tarato su misura. DIFFERENZE, vol. di Daniela Sala – Il 27 Dicembre 2012 il ministero dell’Istruzione ha emanato la direttiva “Strumenti d’intervento per gli alunni con bisogni educativi speciali e organizzazione territoriale per l’inclusione scolastica”. (Ianes, 2005a, 2005b; Ianes e Macchia, 2008). [1] Possono essere considerati come paradigma di lettura della complessità e della varietà delle difficoltà di apprendimento. Il termine BES “Bisogni Educativi Speciali” è entrato nel vasto uso in Italia dopo l’emanazione della Direttiva ministeriale del 27 dicembre 2012 “Strumenti di intervento per alunni con Bisogni Educativi Speciali e organizzazione territoriale per l’inclusione scolastica “. I paesi europei, in base alle politiche adottate sul tema integrazione, vengono suddivisi in 3 categorie[15]. n. 3587… I docenti sono 220, di cui 20 di sostegno. Indicazioni operative per promuovere l'inclusione scolastica sulla base della DM 27/12/2012 e della CM n. 8.. Con CD-ROM [Ianes, D., Cramerotti, S.] on Amazon.com.au. Insegnamento. Tutte queste situ Sintesi Normativa e Commento Sulle Recenti Disposizioni. Anno Accademico. Per rispondere ai BES si ricorre al Piano didattico personalizzato (PDP), strumento utile per progettare modalità operative, strategie, sistemi e criteri di apprendimento per ciascun allievo. Ad esempio in Inghilterra si registra un nuovo sistema di “Education Healt and Care Plan” (EHC) operativo a partire dall’aprile 2018, mentre l’UNESCO tende oggi ad utilizzare la locuzione “Education for all” (EFA). in relazione ai problemi dell’autismo o a specifiche difficoltà di apprendimento), e quasi tutti seguano corsi brevi, non accreditati. Tali figure di sistema, in accordo anche con il Dirigente scolastico, devono promuovere all’interno dell’istituzione scuola un nuovo senso di appartenenza, un’assunzione di ruolo motivante, un desiderio di scambio e una nuova autoriflessione professionale. Ianes Indicazioni Curricolo. Definizione di BES  Secondo l’ICF (la Classificazione Internazionale del Funzionamento, della disabilità e della salute) «il Bisogno Educativo Speciale è qualsiasi difficoltà evolutiva di funzionamento, permanente o transitoria, in ambito educativo e/o apprenditivo, dovuta all’interazione dei vari fattori di salute e che necessita di educazione speciale individualizzata». 22-23). di Anna La Prova. Download Now. A. Spataro 97100 Ragusa, Iscriviti alla newsletter di OrizzonteScuola, Come fare educazione civica Digitale: dagli ambienti digitali alle fake news, dal Sexting alla netiquette. Per quanto riguarda l’aspetto educativo, secondo questa strategia, spetta ai decisori politici avviare un programma normativo e un rinnovamento del sistema “scuola” mentre i vertici delle istituzioni scolastiche devono attivarsi per attuarli. È un contratto fra docenti e famiglia volto ad individuare e organizzare un percorso formativo personalizzato, contenente gli obiettivi, gli strumenti didattici e tutte le misure che possono portare questi alunni al successo formativo. Dario Ianes definisce i Bisogni educativi speciali come “una qualsiasi forma di difficoltà evolutiva in ambito educativo che si manifesta in un funzionamento problematico dell’alunno in interazione con l’ambiente”.