CDC - Centro di Documentazione e Studi dei Comuni Italiani

Numeri e territori

Numeri e territori

Analisi, numeri ed approfondimenti dedicati all’ente locale.
Uno strumento per capire in tempo reale l’evoluzione dell’ente più prossimo ai bisogni dei cittadini.

Il tasso migratorio nei comuni italiani registrato nel 2012 è mediamente pari a +3,96 per mille abitanti, molto più elevato di quello rilevato nel 2002 (+0,71 per mille abitanti). Ciò sta a significare che il numero degli iscritti all'anagrafe supera, in media, il numero delle cancellazioni.
Nelle regioni dell'Italia centro settentrionale sono localizzati i comuni che risentono maggiormente del fenomeno migratorio, registrando valori generalmente superiori (o comunque di poco inferiori) al dato medio nazionale. Se nel 2002 il tasso migratorio più elevato si registrava nelle amministrazioni dell'Emilia-Romagna (6,38), nel 2012 ad avere il primato, con un indice pari a 7,95 per mille abitanti, sono i comuni laziali che ad inizio periodo presentavano, invece, un indice negativo (-1,4).

È di fondamentale importanza che un comune individui ciò che lo rappresenta, che lo caratterizza e lo identifica verso l'esterno. La tipicità, infatti, non è solo lo strumento attraverso il quale un territorio salvaguarda e promuove il proprio patrimonio ambientale, culturale, turistico ed enogastronomico, ma consente alle realtà locali di definire ed affermare una propria identità e di differenziarsi le une dalle altre, creando uno stretto legame tra popolazione, luogo e peculiarità.
Le associazioni di identità che fanno parte di Res Tipica si inseriscono, così, in una politica nazionale di sviluppo locale attraverso la quale i comuni italiani hanno la possibilità di promuovere le proprie specificità territoriali .

Contrariamente a quanto accadeva nel 2010, complessivamente, a livello nazionale, il saldo tra le imprese iscritte e cessate, rapportato al numero di imprese attive, nel 2011, risulta essere negativo con un indice pari a -0,04%. Osservando i dati del tasso di incremento in relazione ai settori economici, emerge come solo nel settore terziario le imprese nate nei comuni italiani sopravanzano quelle cessate, registrando un tasso di incremento medio pari a +1,77%. Analogamente nei comuni di tutte le regioni italiane, il settore terziario è l'unico che evidenzia un valore medio positivo. Le imprese del settore primario presentano il tasso di incremento negativo più elevato pari a -3,09%, mentre quelle appartenenti al settore economico secondario registrano un indice pari a -2,21%.

Complessivamente i valori medi rilevati per le diverse classi di ampiezza dei comuni differiscono poco da quelli medi nazionali. In particolare per quanto riguarda celibi/nubili e divorziati, la percentuale sul totale della popolazione, per tutte le taglie demografiche, è in linea alla media nazionale. L'indice più elevato è comunque registrato, per entrambe la variabili, nelle città con oltre 250mila abitanti. Anche per quel che riguarda i coniugati le percentuali, che oscillano tra un minimo del 46,5% dei comuni di dimensione maggiore ad un massimo del 50,3% dei comuni con popolazione compresa tra i 10mila e i 20mila abitanti, sono prossime al valore medio nazionale pari al 49,3%. Nelle realtà locali più piccole, con meno di 2mila abitanti si concentra la più alta percentuale di vedovi, pari al 9,1%.

Sono 5.569 i comuni che nel paese sono a rischio idrogeologico, il 68,8% delle amministrazioni italiane. Più del 50% sono localizzati nelle regioni settentrionali, circa il 30% in quelle meridionali e meno del 20% in quelle centrali.
In valori assoluti il dato più elevato si registra in Piemonte dove 1.043 comuni presentano nel proprio territorio aree considerate a rischio. Segue la Lombardia con 912 amministrazioni. All'opposto il minor numero di comuni a rischio idrogeologico è localizzato in Puglia e in Sardegna (rispettivamente 48 e 42) le cui amministrazioni registrano, inoltre, in termini relativi, le percentuali più contenute: solo il 18,6% delle realtà pugliesi e l'11,1% di quelle sarde presentano sul territorio aree a rischio idrogeologico.

Il tasso migratorio nei comuni italiani registrato nel 2012 è mediamente pari a +3,96 per mille abitanti, molto più elevato di quello rilevato nel 2002 (+0,71 per mille abitanti). Ciò sta a significare che il numero degli iscritti all'anagrafe supera, in media, il numero delle cancellazioni.
Nelle regioni dell'Italia centro settentrionale sono localizzati i comuni che risentono maggiormente del fenomeno migratorio, registrando valori generalmente superiori (o comunque di poco inferiori) al dato medio nazionale.

Se nel 2002 il tasso migratorio più elevato si registrava nelle amministrazioni dell'Emilia-Romagna (6,38), nel 2012 ad avere il primato, con un indice pari a 7,95 per mille abitanti, sono i comuni laziali che ad inizio periodo presentavano, invece, un indice negativo (-1,4).

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