CDC - Centro di Documentazione e Studi dei Comuni Italiani

Il programma del Primo Congresso dell'Associazione dei Comuni Italiani che si svolse a Parma dal 17 al 20 ottobre 1901. In quest'occasione, nel corso della giornata inaugurale, furono eletti il primo presidente, Giuseppe Mussi, e il primo segretario generale, Emilio Caldara. 

Per gentile concessione dell'Archivio storico comunale di Parma.

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Nato a Casale Monferrato, 1850 e morto a Roma, 1921.
Dopo gli studi in ingegneria, iniziò la carriera politica divenendo membro della Camera dei Deputati nel 1882. La sua attività di deputato dura fino al 1909, quando ottiene la nomina a senatore del Regno.Trasferitosi da piccolo a Vercelli, in questa città ricoprì molte cariche, che culminarono con quella di sindaco (1915-1919). Sempre a Vercelli, egli si trovò a presiedere alla Società Operaia, al Comizio Agrario, all'Associazione d'Irrigazione Ovest-Sesia (1894-1911), nonché ricoprì anche la carica di presidente dell'Ospedale Maggiore (1897-1906).Convinto assertore degli interessi dell'agricoltura e di carattere deciso, si compiaceva di essere chiamato "l'Achille degli agricoltori", venendo avversato per questo dal ceto dagli industriali. Nel 1880, già consigliere provinciale, fondò l'allora unico quotidiano della città (La Nuova Vercelli), che gli servì come mezzo di propaganda per le elezioni alla Camera dei Deputati.

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Emanuele GREPPI (Milano 1853-1931) – Coltivò sin da giovane gli studi giuridici ed economici, potendosi avvalere peraltro della documentazione conservata nell'archivio familiare che annoverava un cospicuo numero di carte risalenti al XVIII e XIX secolo. Ciò gli dette spunto anhe per una formazione storico-archivistica. Si distinse presto come "uno fra gli esponenti rappresentativi del liberalismo moderato lombardo".Eletto alla Camera nel 1897, vi rimase fino al 1911, quando rassegnò le dimissioni per poter divenire sindaco di Milano, carica che gli era stata conferita qualche mese prima. Rimase sindaco fino al 1914, quando gli successe l'avversario politico Emilio Caldara, ma collega nell'Associazione dei Comuni italiani.

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Dopo la laurea in giurisprudenza a Pavia, si dedicò alla politica locale e nazionale, contrassegnata da un'intensa attività pubblicistica. Come pubblicista, scrisse sul Gazzettino rosa, Gazzetta di Milano, Il Diritto, L'Unione, Il Secolo e su La Capitale della quale assunse anche la direzione, allorquando venne arrestato per reati di stampa il direttore Raffaele Sonzogno, nell'ambito della battaglia intorno alla soppressione delle corporazioni religiose. Fondò La Ragione, poi diretto assieme a Felice Cavallotti e ad Andrea Ghinosi.

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Emilio Caldara(Soresina, Cremona, 1868 – Milano, 1942),dopo la laurea in giurisprudenza, con la professione legale iniziò anche la sua milizia socialista. Collaborò al quotidiano La lotta di classe e alla Critica sociale, fu corrispondente da Milano del neofondato Avanti! Verso la fine del XIX secolo, divenne l'esperto del partito per i problemi politico-amministrativi. Condannato durante la reazione del '98, fuggì a Lugano. Ritornato a Milano dopo l'amnistia, si impegnò per le elezioni amministrative e venne eletto nel 1899 con 18.236 voti di preferenza nel gruppo consiliare socialista, sostenitore esterno della giunta Mussi.
Nel 1901 dette vita all'Unione socialista milanese, per l'autonomia del gruppo consiliare socialista, di cui era divenuto segretario, contro la Commissione esecutiva del partito.

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MARIOTTI, Giovanni (Parma 1850 - Roma 1935) – Dopo la laurea in giurisprudenza, si dedicò all'apprendistato politico e a quello scientifico, facente parte la sua famiglia della borghesia parmense di orientamento radical-progressista, spesso affiliata alla massoneria, sensibile alle sollecitazioni del progresso civile come di quello tecnologico. La passione per gli studi paleontologici fu coltivata sotto la guida di Pellegrino Strobel, paleontologo di fama, e Luigi Pigorini, fondatore in seguito del Museo preistorico-etnografico di Roma. Subentrò proprio a quest'ultimo nella direzione del Museo di antichità di Parma, quando, nel 1875, il Pigorini venne chiamato a Roma.
Grazie ai suoi interessi ad ampio raggio, egli poté intessere tutta una serie di relazioni culturali e politiche a livello nazionale.

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