CDC - Centro di Documentazione e Studi dei Comuni Italiani

Archivio storico

Archivio storico

La sezione de L’Archivio Storico racchiude al suo interno tre importanti settori della memoria municipale. L’archivio storico Anci, ancora in corso di censimento ed inventariazione, riunisce un patrimonio di alcune migliaia di fascicoli. Al lavoro di ricostruzione storica della vita associativa e degli Enti Locali sono dedicate “La nostra storia” e “Fotostorie”: due forme diverse, ma ugualmente utili per raccontare una lunga storia attraverso fatti, documenti ed immagini.

Un ricordo che si rinnova quotidianamente attraverso l'opera di sindaci, assessori, consiglieri e quanti in ogni municipalità guardano all'Associazione come a una rete che accomuna migliaia di realtà, e attraverso la quale esprimere la propria voce.

Nell'estate del 1957, un rappresentante dell'Associazione federale dei pubblici ufficiali degli enti locali indiani (All India Local Bodies Officers' Association), Mr- K.C. Jain, venne in Italia per un breve soggiorno di studio sull'amministrazione locale nel nostro paese.

In occasione del maltempo imperversante sulle nostre regioni, oltre a neologismi di carattere sensazionalistico quanto semanticamente effimeri – come "bomba d'acqua" – sono stati rievocati i grandi nubifragi e le alluvioni che colpirono la nostra penisola, primo tra tutti quella di Firenze nel novembre del 1966.

Preceduta da altri disastri (1951 Polesine, 1953 Reggio Calabria, 1954 Salerno, 1959 Ancona, 1963 Vajont, 1965 Friuli), quella di Firenze fu l'alluvione che più di altre incise profondamente gli animi italiani per l'eccezionalità del patrimonio artistico esposto al rischio della distruzione.

Le vicende dell'Anci sono lo specchio delle spinte autonomiste dei municipi italiani all'interno del Regno d'Italia prima e successivamente della Repubblica italiana.
Con la riproposizione dei suoi lavori assembleari si vuole da un lato valorizzare il patrimonio documentale esistente nell'Archivio storico dell'Anci, contestualizzandolo, dall'altro riproporre singoli tratti del cammino percorso dalle autonomie locali nelle istituzioni e nella società italiana. Questo duplice obiettivo è finalizzato a far acquisire una consapevolezza più profonda della traiettoria percorsa a vantaggio di una maggiore chiarezza in quella da percorrere.

1976 – IPET Cartogrammi di equidistribuzione.
L'Istituto per la pianificazione economica e territoriale (IPET) venne fondato negli anni '60 da Marinello Marinelli collaboratore del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, nonché della Cassa per il Mezzogiorno, che partecipò nel 1962 ai lavori della prima fase costituente della Comunità Economica Europea, curando diverse pubblicazioni sulla programmazione economica europea e nazionale nei paesi membri, occupandosi specialisticamente di urbanistica e di pianificazione territoriale.
Nei contatti che l'Istituto negli anni '70 ebbe con l'Anci, allegato ad una lettera del 12 febbraio 1976 sottopose all'attenzione dell'allora presidente on. Clelio Darida, questo fascicolo (realizzato nel 1973) di atlanti statistici trasformati in cartogrammi, secondo una tecnica che all'epoca si presentava alquanto innovativa.
AS ANCI, Archivio Speciale, serie 738, fascicolo 1, ud 1

La VII Assemblea generale dei comuni italiani fu tenuta dall'Anci tenne a Roma, dal 2 al 4 dicembre 1976, sul tema "Il nuovo ordinamento delle Autonomie locali problema centrale della riforma dello Stato. La sede prevista doveva essere in grado di ospitare un migliaio di persone.

A Verona dal 26 al 28 giugno 1972 si svolse l'Undicesimo convegno nazionale degli amministratori comunali, provinciali e regionali al traffico, ai trasporti e alla polizia urbana, organizzato dal Comune di Verona e con il patrocinio dell'Anci.

Uno dei temi dibattuti al convegno fu la "Paralisi del traffico urbano: esperienze ed indicazioni", con due relazioni ad opera di Pietro Ferrarese (Genova) e Giuseppe Mazzetti (Bologna).

Home L'archivio storico

Ricevi la newsletter

Iscriviti

Rimani aggiornato sulle attività del centro, sui cicli di formazione, i seminari e le ultime iniziative. Inserendo il proprio indirizzo di posta elettronica già registrato e cliccando sul tasto cancella è invece possibile cancellare rapidamente la propria iscrizione.