CDC - Centro di Documentazione e Studi dei Comuni Italiani

Piero Lucca, quarto Presidente Anci

Piero Lucca, quarto Presidente Anci Per concessione Archivio Storico Vercelli

Nato a Casale Monferrato, 1850 e morto a Roma, 1921.
Dopo gli studi in ingegneria, iniziò la carriera politica divenendo membro della Camera dei Deputati nel 1882. La sua attività di deputato dura fino al 1909, quando ottiene la nomina a senatore del Regno.Trasferitosi da piccolo a Vercelli, in questa città ricoprì molte cariche, che culminarono con quella di sindaco (1915-1919). Sempre a Vercelli, egli si trovò a presiedere alla Società Operaia, al Comizio Agrario, all'Associazione d'Irrigazione Ovest-Sesia (1894-1911), nonché ricoprì anche la carica di presidente dell'Ospedale Maggiore (1897-1906).Convinto assertore degli interessi dell'agricoltura e di carattere deciso, si compiaceva di essere chiamato "l'Achille degli agricoltori", venendo avversato per questo dal ceto dagli industriali. Nel 1880, già consigliere provinciale, fondò l'allora unico quotidiano della città (La Nuova Vercelli), che gli servì come mezzo di propaganda per le elezioni alla Camera dei Deputati.


Nel 1891 venne nominato dall'allora presidente del Consiglio, on. Antonio Starabba marchese di Rudinì, sottosegretario al Ministero dell'Interno, per controbilanciare la spinta progressista del nuovo ministro Nicotera. In questo ruolo si fa notare per la decisa quanto brutale repressione di una manifestazione popolare nella fesa del I maggio a Roma.
Decaduto dagli incarichi ministeriali con la fine del governo Rudinì (1892), la sua attività si concentrò principalmente sulla città di Vercelli. Qui fece iniziare i lavori nel 1904 della fontana poi chiamata "del Lucca", primo passo nella costruzione del nuovo acquedotto comunale che venne terminato nel 1910, dopo vicende alterne. In realtà il progetto dell'acquedotto, redatto dall'ing. Milani datava fine '800, ma una serie di contrasti aveva creato nel comune uno stato di inerzia che fu interrotto solo dall'azione decisa del Lucca. Durante il conflitto mondiale resse il municipio vercellese in modo fermo e sicuro, prodigandosi in aiuti verso i bisogni della popolazione. "Pareva instancabile" lo descriverà in questo periodo uno studioso come Ordano, che d'altra parte mantiene un giudizio estremamente critico nei riguardi dell'operato del sindaco.
A sostegno della sua attività politica promosse la pubblicazione di alcuni periodici come La Nuova Vercelli, La Gazzetta Vercellese e la Nuova Gazzetta Vercellese.
A Roma, assume la presidenza dell'Associazione dei Comuni italiani il 1° marzo 1915, al termine dei lavori del 13° Congresso dell'Associazione, eletto insieme a tre vicepresidenti, don Luigi Sturzo, il segretario Emilio Caldara e il liberale livornese Dario Franco. In qualità di quarto presidente, liberale e moderato, si situa in perfetta continuità con il predecessore Emanuele Greppi, e rappresenta nello stesso tempo il primo esempio di un comune (Vercelli) non annoverato nell'elenco degli aderenti alla fondazione dell'Associazione, segno indiscusso di una accresciuta capacità di coinvolgere le realtà municipali italiane nella sfera delle attività associative.

Dal 1915 al 1921, intenso sarà il suo rapporto epistolare con Luigi Sturzo in qualità di vicepresidente, come testimoniato dal carteggio conservato nell'omonima Fondazione, con il quale si trovò a fronteggiare la grave crisi attraversata dall'Associazione con il pericolo di secessione provocato dalla fuoriuscita dei comuni socialisti e di vari esponenti (tra i quali Caldara) nel 1916. Questo periodo è stato esaminato accuratamente da Chiaramonte (2004: 202-213).

Nel 1920, non più sindaco, iniziò la sua opera di disimpegno anche nei confronti dell'Associazione. Rinviò più volte il 14° congresso nazionale, che si sarebbe poi celebrato tre mesi dopo la sua morte.
Morì il 13 agosto 1921 in un albergo a Roma, a causa di un aneurisma.
Fonti:
Rosaldo Ordano, Figure (Quaderni della "Famija Varsleisa"), Vercelli, 1977;
Miriam Clelia Ferrari, "L'acqua del Lucca": politica e interesse sociale di una fontana, Vercelli, 1998;
Umberto Chiaramonte, Luigi Sturzo nell'Anci, Soveria Mannelli, 2004;
Guido Guerra (a cura di), Inventario archivio Luigi Sturzo 1891-1924, Roma 2007, pp. 690-737;

Ultima modifica il Venerdì, 17 Maggio 2013 11:36
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