CDC - Centro di Documentazione e Studi dei Comuni Italiani

L'Archivio Storico di Parma

L'Archivio Storico Comunale di Parma riveste, per l'Anci, un ruolo di grande importanza circa la sua nascita e la sua prima fase di costituzione, nonché per il suo conseguente sviluppo e il suo insediamento presso l'intero territorio nazionale. Come è noto infatti, fu proprio nella città emiliana che il 17 ottobre 1901 venne fondata l'Associazione Nazionale dei Comuni Italiani ¹, la quale si dotò di un proprio statuto e gettò le basi per esercitare in seguito le sue funzioni di autonomia legislativa, tributaria ed amministrativa.

Il patrimonio documentario dell'archivio parmense rappresenta una ricca fonte di studio ed analisi riguardo ai temi dell'autonomia comunale e della municipalizzazione, i cui valori nel XX secolo acquisirono prerogative concrete grazie alla fondazione dell'Associazione dei Comuni Italiani (chiamata in seguito ANCI). Nel fondo archivistico di Parma è presente tutta una serie di atti, delibere, verbali e documenti che testimoniano i lavori svolti dai protagonisti (già promotori del progetto) in quell'ottobre di 112 anni fa. Per la maggior parte sindaci e consiglieri comunali, i fondatori di Anci, ed in particolare il sindaco di Parma Mariotti e il sindaco di Milano Mussi, diedero vita alla prima vera organizzazione locale e decentrata dal tempo dell'Unificazione d'Italia.
I documenti storici che attestano la nascita dell'Associazione sono stati in parte messi a disposizione del pubblico, ma sono a tutt'oggi in fase di riordinamento e collocazione. Tra questi, sono numerose le testimonianze fotografiche relative alla sua fondazione e alle attività di enti pubblici, di aziende e di associazioni gestite direttamente dalle amministrazioni municipali dell'epoca. Alcune carte, comprensive di foto storiche e stampe, sono stati microfilmate ed informatizzate allo scopo di metterle a disposizione degli utenti anche tramite il circuito online.
Le carte risalenti al periodo compreso tra il 1900 ed il 1925 testimoniano come, durante i consigli direttivi tenuti dall'Anci, si sia deciso di spostare le varie sedi dell'associazione da Parma a Milano (1902 – 1914), e poi a Roma (1915), luogo in cui dopo alcuni anni il regime fascista esautorò l'Associazione per incorporarla nella Confederazione Nazionale degli Enti Autarchici ². Ne conseguì che anche il materiale archivistico e documentario subì numerosi spostamenti, benchè parte dello stesso sarebbe stato comunque conservato in copia presso gli uffici comunali di Parma. Tuttavia, i documenti della prima metà del XX secolo dei quali oggi disponiamo, permettono di capire quale sia stata la progressiva perdita di autonomia dell'Associazione, che dopo essere stata inglobata in uno dei tanti organi di potere del regime, venne completamente azzerata nel 1925³. Emblematiche sono le testimonianze scritte che descrivono i trasferimenti degli uffici Anci e delle sue segreterie, una delle quali fu spostata presso Montecitorio, a fianco (non a caso) della Camera dei Fasci. Allo stesso modo, i documenti risalenti alla ricostituzione del 1945 – 46 mostrano chiaramente la sofferenza vissuta dalle popolazioni dei comuni associati durante i bombardamenti riferiti allo scoppio della guerra⁴.
Se una parte del patrimonio archivistico del Comune di Parma inerente alle origini dell'Anci è visibile in rete ed è disponibile anche in cartaceo, è grazie al lavoro di riordinamento svolto dai dipendenti comunali della città emiliana, i quali hanno permesso al Centro di Documentazione dei Comuni Italiani di disporne e diffonderli per fini storico – culturali. Va sottolineato che i documenti informatizzati in possesso del Comune di Parma sono ad oggi, anno 2012, in fase di ricongiungimento ed integrazione con quelli contenuti presso l'Archivio Storico dell'Anci Nazionale sito a Roma.
In questo senso, un vivo ringraziamento va a Roberto Spocci, archivista responsabile del materiale documentario del comune di Parma, che è stato di grande aiuto nel reperimento dei documenti ed ha contribuito affinchè il Centro di Documentazione dei Comuni Italiani potesse utilizzarli e diffonderli.

¹ R. Ruffilli – M.S. Piretti ( a cura di ), Per la storia dell'Anci (Anci Editore, Roma, 1986), pp. 39 – 40 - 41
² Cfr. Archivio Storico Anci, Pubblicazione a cura di Ifel / Anci (Roma, 2011), pp. 3 - 4
³ Per l'autonomia del comune, a cura de Il corriere amministrativo (Roma, 1946), pp. 14 - 15
⁴ Ibidem, pp. 10 – 11 – 12 - 13

Ultima modifica il Martedì, 26 Febbraio 2013 14:55
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