CDC - Centro di Documentazione e Studi dei Comuni Italiani

Fotostorie

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Un’istantanea indelebile  che evidenza  un frammento di vita degli Enti Locali.

La circolare di convocazione per il Convegno dei Comuni italiani che si tenne a Napoli dal 24 al 26 ottobre del 1950, menzionava (fig. 1950 – Napoli a) i temi di riforma che sarebbero stati trattati:
sulla legge comunale e provinciale, trattata nella prima commissione, con la relazione del prof. Massimo Severo Giannini, che portò alla proposta di istituzione - presso il Ministero dell'Interno - del Consiglio Superiore degli Enti autarchici territoriali;
sull'assistenza sanitaria, trattata nella seconda commissione, con la relazione dell'avv. Raffaele Fiorentino, sindaco di Sant'Agnello di Sorrento, che si concretizzò nell'invito allo Stato di assumersi le spese relative all'igiene pubblica, lasciando quelle relative all'assistenza sanitaria a carico dei comuni;
sulla finanza locale, trattata nella terza commissione, con la relazione del prof. Achille Guerra, che produsse il pieno appoggio alle proposte allora in discussione in sede legislativa in vista dell'autosufficienza finanziaria dei comuni;
sulla municipalizzazione dei pubblici servizi, trattata nella quarta commissione, con la relazione dell'avv. Maria Caldara, assessore del Comune di Milano, che portò alla costituzione presso l'ANCI di una commissione apposita che analizzasse e valutasse gli effetti del conferimento della personalità giuridica alle aziende municipalizzate.
I lavori si protrassero per tre giorni nella sede suggestiva della Sala dei Baroni a Castelnuovo e vennero inframezzate (fig. 1950 – Napoli b) dalla visita al Palazzo Reale di Napoli, dal Concerto al Teatro San Carlo e, a chiusura del convegno, dal ricevimento al Circolo della Stampa.

Archivio storico dell'ANCI, Archivio Speciale, busta 007, fasc. 1, cc. 1-4

Dal 28 al 31 marzo 1957 si tiene a Palermo la III Assemblea generale dei comuni italiani, dove viene nominato ottavo presidente dell'ANCI Umberto Tupini (sindaco di Roma dal 1956 al 1958).
Il primo ordine del giorno votato dall'assemblea riguarda la finanza locale, le aree fabbricabili, la viabilità minore, l'indennità degli amministratori e la distribuzione del gas metano per usi domestici. Questo ultimo, basato sulla relazione presentata dall'ing. Loffi, auspicava che l'uso civico del metano avesse la priorità su qualsiasi altro impiego e che la forma di gestione del servizio fosse scelta ed applicata direttamente dai comuni, accentuando in tal modo la caratteristica di servizio pubblico, riducendo la discrezionalità dell'Ente Nazionale Idrocarburi su sue eventuali limitazioni e condizioni. La copia venne spedita nel mese di luglio al presidente dell'ENI, Enrico Mattei, il quale rispose (con una lettera datata 5 agosto) ribadendo la volontà di attenersi alle stesse esigenze prospettate nell'O.d.G., seguendo i suggerimenti che una apposita Commissione istituita dal ministro dell'Industria aveva elaborato al termine di un ampio studio dedicato proprio all'impiego del metano negli usi civili.

Nel corso della III Assemblea generale dei comuni italiani (Palermo, 28-31 marzo 1957) viene votato il secondo ordine del giorno concernente i mercati ortofrutticoli, i piani regolatori e l'edilizia scolastica. L'edilizia scolastica presenta il problema grave della carenza di aule in relazione anche al numero di analfabeti e semianalfabeti, stimato allora in oltre il 30% della popolazione.
L'assemblea, considerata l'impossibilità da parte dei comuni di far fronte ai propri obblighi di legge in questa materia, chiede "un rapido intervento statale che, facendo ricorso a tutti gli italiani, ottenga il risultato di risolvere, almeno in gran parte, l'angoscioso problema".
Copia di tale O.d.G. venne inviato nel mese di luglio all'allora appena nominato ministro della Pubblica Istruzione Aldo Moro (che ricoprì tale carica nei governi Zoli e Fanfani, da maggio 1957 al febbraio 1959, quando fu eletto segretario della DC), il quale rispose al neoeletto presidente ANCI Umberto Tupini, con una lettera in data 24 settembre 1957, ribadendogli i provvedimenti che erano in corso d'opera (mutui di tre miliardi di lire per duecento opere di edilizia scolastica) e quelli immediatamente a venire (provvidenze per l'edilizia scolastica del Mezzogiorno e delle Isole, contemplate dalla legge n. 634 del 1957).

Nel 1961 viene celebrato solennemente a Parma il sessantennio della Associazione, arricchito da un saggio del giovane Gabriele De Rosa, il primo che delineasse una storia dell'Associazione e la IV assemblea generale a Venezia avente per titolo "Le autonomie locali in una politica di sviluppo". L'intervento del presidente Umberto Tupini all'assemblea, attraverso le pagine del Notiziario Anci (numero 11/12 del 1961), è qui riprodotto.

PD 34E – AS 360/17/S

Questa lettera che acclude una circolare riservata della Confederazione nazionale enti autarchici a tutte le federazioni provinciali, riveste una notevole importanza, in quanto testimonia i tentativi per arrivare ad un'intesa tra la Confederazione e l'Associazione dei comuni italiani portati avanti almeno dal 1924 con la stipula di un patto d'intesa, datato 3 febbraio di quell'anno a firma Teofilo Rossi - Montagnoni. La mancata ratifica da parte del Direttorio della Confederazione decreta di fatto la futura fusione dell'Associazione nella Confederazione.
Con questa lettera, infatti, si invita il sindaco di Parma a non aderire ovvero a revocare la propria adesione all'Associazione dei comuni italiani.

Per gentile concessione dell'Archivio storico comunale di Parma

Gli anni '60, relativamente alla viabilità e alla circolazione, vedono la crescita esponenziale del numero di autovetture. Il contributo dell'ANCI, in materia di assistenza tecnica, si concretizza nella creazione del disco orario, dispositivo previsto dall'art. 4 del TU n. 393 del 1959. Il prototipo elaborato e sottoposto al Ministero dei Lavori Pubblici fu approvato (con Decreto ministeriale n. 7188) dall'ufficio Ispettorato Generale della Circolazione e Traffico del Ministero dei Lavori Pubblici il 23 dicembre 1966. Un esemplare fu depositato presso il Ministero, mentre l'altro, munito degli estremi dell'approvazione ministeriale, venne restituito all'ANCI il 22 maggio del 1967.

(Archivio Storico dell'ANCI, Archivio Legislativo, VT/7).

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