CDC - Centro di Documentazione e Studi dei Comuni Italiani

ARCHIVIO DI STATO DEL COMUNE DI TORINO

L'Archivio di Stato del comune di Torino è tra i più importanti e ricchi d'Italia e d'Europa. Venne allestito nel 1200 con una prima serie di carteggi appartenuti ai nobili della dinastia dei Savoia, ai quali furono in seguito aggiunti documenti di illustri famiglie e di importanti istituzioni che fecero parte del Regno di Sardegna. Oggi si trova in Piazza Castello.


Nato per adempiere a funzioni amministrative, politiche e istituzionali, nel tempo questo archivio ha acquisito progressivamente un ruolo di tipo storico e culturale, ed è stato aperto agli studiosi ed ai visitatori perché venga ulteriormente valorizzato e preservato a beneficio delle generazioni future. In realtà, le sue secolari carte ed i suoi documenti rappresentano anche una parte importantissima di storia del Piemonte e dell'Italia: testimonianze di eventi che avrebbero cambiato le sorti del paese dal punto di vista costituzionale. Vi sono infatti depositati documenti relativi alle attività e all'esercizio delle funzioni di vecchie dinastie e alla evoluzione geopolitica che di fatto avrebbe determinato il Risorgimento ed il raggiungimento dell'Unità del paese. Da questo punto di vista, grande importanza rivestono i fondi archivistici di famiglie e persone – sia signorili che nobiliari – che interessano il periodo medioevale, moderno e contemporaneo. Tali carteggi, appartenuti anche ad esponenti del mondo della politica e della cultura, costituiscono un attestato così significativo della storia d'Italia che hanno indotto gli addetti ai lavori a redigerne un'opera (suddivisa in più volumi). Ne è l'esempio la raccolta dei diari di Camillo Benso di Cavour, per la quale una Commissione Nazionale preposta ha pubblicato un libro che racconta la vita e le attività del politico piemontese sin dagli anni della sua giovinezza.
Oggi una delle caratteristiche principali di questa struttura è la sua ampiezza, distribuita su alcune decine di chilometri, che è in grado di raccogliere la sua grande mole di materiale documentario perchè adibita, dal punto di vista architettonico, in modo tale da adattarsi pienamente ad un tipo di ambiente fatto su misura per un archivio. Oltre alla presenza del patrimonio cartaceo, sono stati creati anche un Archivio fotografico che contiene immagini appartenenti alla vecchia Torino (soprattutto relative al XX secolo) ed una fototeca con riproduzioni di documenti storici. Una delle sale della struttura ospita inoltre il Museo Storico dell'Archivio di Stato con l'esposizione di documenti che appartengono al periodo compreso tra l'VIII ed il XIX secolo, e che sono comprensivi di materiale preunitario e postunitario. L'Archivio di Stato di Torino, che nel XVIII Secolo era ancora denominato con la dicitura "Archivio Centrale del Regno di Sardegna", svolgeva un ruolo di primo piano nell'ambito delle funzioni burocratiche e politiche dell'antico Stato. In quanto delegato alla gestione corretta e ordinata dei documenti istituzionali ed amministrativi, infatti, vide depositati al suo interno anche i carteggi relativi alle proprietà delle vecchie residenze sabaude del Regno. Di conseguenza, nel 1997 sia l'Archivio che il complesso delle residenze dei sovrani piemontesi vennero iscritti dall'Unesco come Patrimonio Mondiale dell'Umanità.
L'esplorazione e la consultazione del patrimonio archivistico sono possibili soprattutto grazie all'ordine gerarchico dei fondi, i quali sono distribuiti per ordine alfabetico e collocati fisicamente presso sezioni distinte, a loro volta suddivise in relazione al livello di complessità.
Un'altra delle "eccellenze" dell'Archivio di Stato di Torino è il suo laboratorio di restauro, inaugurato nel 2002 ed adibito presso uno degli ambienti dell'Ospedale San Luigi che fa parte della struttura archivistica delle Sezioni Riunite. Grazie al laboratorio e ai macchinari di cui è dotato l'archivio, è possibile osservare il lavoro dei restauratori in tutte le sue fasi, compresa quella conclusiva che dà vita alle relative mostre ed alle esposizioni aperte al pubblico. L'Archivio di Stato di Torino lavora a stretto contatto con le Università e le Scuole professionali del settore, alle quali è in grado di offrire dei corsi di formazione tramite il personale interno preposto a questa tipologia di attività.

Visitando l'Archivio di Torino emerge, predominante, il desiderio volto alla conservazione e diffusione del patrimonio documentario. "L'Archivio di Stato di Torino, infatti", ci raccontano i suoi archivisti, "ha standardizzato le sue attività, e da circa vent'anni le sue strutture (Museo, Mostre, Cineteca) sono divenute ormai parte integrante dell'intera unità archivistica. Ogni anno vengono programmate con regolarità visite guidate per tutte le scuole di ogni ordine e grado (comprese le Università) e continuano ad essere allestite mostre per i visitatori. In particolare, è stata sviluppata la didattica rivolta agli studenti del settore professionale che ha il compito di presiedere alla formazione, all'organizzazione, alla conservazione e alla diffusione del patrimonio documentario. Tale didattica è strettamente indirizzata a porre in primo piano la conservazione del patrimonio, compresa la possibilità di leggere e studiare i documenti ed i loro segni del tempo tramite la rivisitazione storica del periodo a cui si riferiscono. Infine un'altra caratteristica è quella di ospitare esposizioni e mostre di soggetti esterni qualora ne facciano richiesta. Per il 2015 sono previste delle nuove iniziative e dei cambiamenti a livello di attività e di organizzazione".

Ultima modifica il Venerdì, 03 Aprile 2015 09:57
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