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I grandi fotografi immortalano la Sardegna che fu

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di Alessio Ditta. In questo periodo vacanziero, in cui il caldo primeggia e tutti pensano al mare o alla montagna, segnaliamo la presenza di una mostra, appena inaugurata, al Palazzo Città di Cagliari, ed inserita all'interno della prima edizione del Festival Cagliari Paesaggio.

Si tratta di "Paesaggio e identità – Storie di luoghi, di donne e di uomini. I grandi reporter della Magnum in Sardegna", curata dai Musei Civici e dalla casa editrice Ilisso di Nuoro, con allestimenti di Antonello Cuccu e Paola Mura.

Fino a novembre, sarà possibile vedere l'isola della Sardegna con gli occhi dei più grandi fotografi della celebre agenzia Magnum. Tra questi segnaliamo Henri Cartier-Bresson e David Seymour, Bruno Barbey, Werner Bischof, Leonard Freed, Ferdinando Scianna. Gli scatti di questi grandi fotografi ci permettono di cogliere la trasformazione della quotidianità del popolo sardo nel passaggio verso la modernità.

E' il periodo che va da dopoguerra agli anni sessanta, quelli che porteranno l'Italia, e quindi anche la Sardegna, verso il boom economico. Le stampe in mostra, tutte nei formati grandi da negativi originali, evidenziano la quotidianità del popolo sardo.

La vita in famiglia, il lavoro quotidiano, fatto di sforzo fisico e di sudore nei campi. La vita religiosa e le feste popolari, dove si percepisce la presenza di una socialità del tutto eccezionale.

Risale al 1950 il reportage di Werner Bischof per il settimanale "Epoca" sul lavoro nel Campidano di Cagliari e nell'Iglesiente. Segue quello di David Seymour, del 1954, sulla devozione al martire Efisio. Nell'estate del 1962 Henri Cartier Bresson, su incarico della celebre rivista "Vogue", racconta Cagliari e la Barbagia. A documentare la Sardegna giungono poi Bruno Barbey, nel 1964, e Ferdinando Scianna nel 1969. Un ventennio di racconti per immagini che rendono viva, anche oggi, una Sardegna che evidentemente non c'è più, caratterizzata da un'umanità oramai sperduta; tutto il materiale fotografico è caratterizzato da una certa nostalgia.

Uno quadro sociale e culturale di tutto rilievo, meritevole di essere visto e tramandato per mantenere vivo il ricordo di una società che non c'è più. Perché la Sardegna non è solo mare e spiagge bellissime, è una cultura che è meritevole di essere vista e contestualizzata al di fuori di queste realtà. Scoprire usi e costumi di un popolo è importante per mantenere vivi i ricordi del cuore.

 

Ultima modifica il Martedì, 01 Agosto 2017 09:37
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