CDC - Centro di Documentazione e Studi dei Comuni Italiani

MILANO, 25 APRILE 1945. E PERTINI INVOCO’ ALLA RADIO : “PONETE DI FRONTE I TEDESCHI AL DILEMMA DI ARRENDERSI O PERIRE”

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CELEBRATO il 70mo ANNIVERSARIO DELLA LIBERAZIONE D'ITALIA

Era l'ora di cena, quando gli italiani potevano ascoltare in massa, magari riuniti a tavola per consumare quel poco di cibo (razionato) a disposizione o raggruppati in qualche bar. Ed arrivò l'appello con cui Sandro Pertini, da Radio Milano, emittente con frequenze clandestine, il 25 aprile 1945 invocò l'insurrezione degli italiani (tutti) contro l'occupazione militare nazista e il governo di Salò.

"Scioperate, scioperate!" Così si era rivolto, a bassa voce, con quella sua aria di rigida moralità mista a un ligio senso della missione – compiuta sino al suo ultimo giorno – ai lavoratori delle officine, ai contadini e a quanti desideravano liberare le case degli italiani dalla schiavitù imposta dall'oppressore che tante macerie e dolore aveva provocato. Invitando gli operai ad incrociare le braccia, la gente comune a ricusare l'ormai traballante dispotismo di regime e la piccola e media borghesia a tagliare con il passato, lo statista genovese si rese protagonista di un appello universale non indirizzato ad un ristretto interlocutore politico, bensì alla popolazione nel senso più ampio.
Prima, durante e dopo gli eventi che costrinsero l'occupante alla resa, egli avrebbe ricordato – così come quarant'anni dopo, non senza una vena di commozione – i compagni di lotta e i patrioti che lo affiancarono durante quel lungo ventennio di dissenso, di privazioni, di carcere e di esilio. Gli stessi che lo avevano accompagnato, sia pure idealmente, sino alla divulgazione del proclama che incentivò i milanesi (e non solo) a dare il colpo risolutivo a ciò che rimaneva della dittatura militare nazifascista. Non si stancò, neanche durante gli anni in cui fu il Presidente di Tutti, di ripetere che "Da Giacomo Matteotti, da Don Minzoni, da Giovanni Amendola, dai fratelli Rosselli, da Piero Gobetti e da Antonio Gramsci sorse e si sviluppò la Resistenza".
Benchè il crollo del nazifascismo potesse dirsi compiuto, in realtà gli scontri a fuoco continuarono anche il giorno 26 : alla Innocenti di Lambrate gli insorti assediarono un reparto tedesco e in piazza Napoli vennero passati per le armi alcuni membri della Guardia Nazionale dopo un lancio di mine anticarro. Milano fu liberata definitivamente il 27 aprile 1945. Completato il processo di Liberazione, il 27 aprile stesso Pertini rivolse un secondo appello radiofonico col quale celebrò la rinnovata libertà e ringraziò le Nazioni Unite per il decisivo apporto offerto alla popolazione italiana perché potesse riacquistare i propri diritti. A seguito della resa incondizionata agli Alleati delle poche divisioni del Reich rimaste nel nord del paese, l'Italia avviò il suo lungo processo di ricostruzione.

MARCO GIULIANI

 

 

Ultima modifica il Giovedì, 04 Maggio 2017 11:21
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