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Biblioteca mobile, quando il Comune diffonde cultura

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Tratto dalla guida agli Enti Locali del Sole 24 Ore.  

La biblioteca mobile è concepita per divulgare i servizi bibliotecari pubblici e culturali, in particolare nelle aree disagiate e meno raggiungibili.
Pensate in diverse città e Paesi del mondo (Valencia, Madrid, Salamanca, Tolosa, Ginevra, Lussemburgo, Dusseldorf, Losanna, Avignone, Besancon, Svezia, Praga, Montreal, Ottawa, Nicaragua, Honduras, Panama), le biblioteche mobili sono state realizzate con i mezzi più disparati: l'autobus, la barca (nel 1958), la bicicletta, la moto (in Perù), elementari contenitori mobili (uno zaino, una cassa, una cesta).


UN PO' DI STORIA
La prima iniziativa conosciuta è del lontano 1859, anno in cui a Warrington (UK) il servizio era organizzato con un calesse trainato da cavalli. Dopo la prima guerra mondiale biblioteche mobili furono create con l'eccedenza dei veicoli dell'esercito nelle contee inglesi, e altre iniziative simili furono organizzate privatamente anche in America e in Scandinavia. Nel 1938 un bibliotecario norvegese, che lavorava part-time, riempì il suo furgone con libri della biblioteca locale per distribuirli agli utenti.
Le Linee guida IFLA/Unesco per le biblioteche pubbliche riconoscono il diritto a un uguale accesso al servizio bibliotecario dei potenziali fruitori, che per qualsiasi ragione non possono disporre dei servizi ordinari, indicando che: "La biblioteca dovrebbe, quindi, definire i modi in cui rendere accessibili a questi utenti i suoi servizi. Questi comprenderanno: mezzi di trasporto speciali, per esempio bibliobus, bibliobarche e ogni altro mezzo che possa servire i residenti in zone isolate...".
IN ITALIA
Il bibliobus è una della forme più sperimentate di biblioteca itinerante, che raggiunge non solo le grandi città come Roma, Milano, Torino, Firenze, Genova, ma anche centri di Provincia come Mantova, Lecco, Asti, Trento, Ferrara, Siena, Ravenna, Cervia (la bibliomobile), Fermo, L'Aquila, Perugia, Reggio Calabria, Lamezia, Crotone, Lecce ed il Sud Salento, Foggia, Nuoro, San Marino e zone rurali.
C'è stato anche un primo raduno nazionale, organizzato a Firenze nel 2005 dalla biblioteca dell'Isolotto in collaborazione con la Regione Toscana, il Comune di Firenze e il Quartiere 4, in cui sono state confrontate le esperienze di Roma, del Servizio Bibliotecario Provinciale di Vicenza", del Comune di Voghera - Sistema Bibliotecario Integrato Oltrepò Pavese: "La Biblioteca Mobile per una rete di montagna", di quella della Provincia di Genova, della Biblioteca Pubblica "E. Ragionieri" di Sesto Fiorentino e della Biblioteca Comunale "A. Lazzerini" di Prato e della Cooperativa per i Servizi Bibliotecari di Nuoro.
Fin da allora si è richiamata l'attenzione sulle potenzialità di sviluppo e sulle strategie utili a far crescere la diffusione della lettura e delle biblioteche e garantire continuità a servizi così caratteristici e di forte impatto sulla popolazione.
La biblioteca mobile ora è diventata una servizio complementare, parte integrante delle attività di promozione della lettura, della diffusione di servizi culturali per offrire l'opportunità anche di usufruire del prestito di libri.
La regione Toscana ha addirittura predisposto una guida per realizzare e gestire il servizio di bibliobus che deve esse continuativo, radicato nel territorio, integrato con le iniziative che si svolgono nella comunità di riferimento. Deve essere inserito anche in una rete di biblioteche, rispondente alle esigenze dei cittadini, amichevole e accogliente, per coinvolgere anche quelli che non sono clienti delle biblioteche.
Non mancano suggerimenti su come strutturare ed allestire il veicolo, sulla mappatura e sulla scelta degli itinerari, nonché sulla organizzazione di altri servizi aggiuntivi: tra gli altri, va le pena di segnalare l'assistenza ai bambini immigrati nello svolgere i compiti, la funzione di una biblioteca scolastica, il servizio bebèbus per i bambini con meno di sei anni, la promozione di attività culturali e di lettura, per rendere più piacevole e accattivante il servizio, pianificare i momenti di lettura ad alta voce o animazioni, in luoghi all'aperto come giardini pubblici.
Per valutare l'efficacia e l'efficienza del servizio va evidenziata l'importanza delle verifiche periodiche, dei monitoraggi costanti della collezione e degli itinerari, anche utilizzando modelli di rilevazione quotidiana delle utenze, della movimentazione dei materiali, delle presenze, e l'utilità di un "diario di bordo" nel quale l'operatore addetto annota, in tempo reale, eventuali osservazioni sul servizio.
L'ESPERIENZA NELL'OLTREPÒ PAVESE
Di grande impatto per il territorio è stato l'arrivo del progetto Bibliobus nell'Oltrepò pavese, operativo dal 2004 nell'area occidentale e dal 2013 in quella orientale.
Nato grazie ai finanziamenti erogati dall'Unione europea, nell'ambito dell'ormai consolidata iniziativa conosciuta col nome di"Asse IV – Approccio LEADER"( acronimo che significa "Collegamento fra azioni di sviluppo dell'economia rurale"); all'interno dei suoi Psr (Programmi di sviluppo rurale) la Regione Lombardia ha messo a disposizione del territorio oltrepadano questi fondi, attraverso la realizzazione di Piani di sviluppo locali (Psl) presentati da Gruppi di azione locale (Gal) dell'Oltrepò Pavese.
Il primo progetto presentato risale al 2003, all'interno della PSR 2000/2006 - Misura 3 "Recupero della cultura locale" e sviluppato nel Psl Azione "Creazione di una rete bibliotecaria di montagna". Il secondo investimento, del costo complessivo di 54.060 euro, risale al 2012 sul Psr 2007/2013 - Misura 321 "Servizi essenziali per l'economia e la popolazione rurale" Azione "Oltrepò Rural Welfare". In entrambi i casi il titolare del servizio è il Sistema bibliotecario integrato dell'Oltrepò Pavese, che ad oggi è in grado di servire la totalità dei centri abitati del suo territorio di competenza.
A dieci anni dall'avvio del servizio il progetto Bibliobus vanta oltre 2.500 iscritti per un totale di circa 4000 prestiti annui contribuendo, attraverso il servizio di interprestito, alla creazione di un rete di collegamento tra le biblioteche dell'Oltrepò.
Dalle statistiche derivate dalla quantità di prestiti e di iscrizioni emerge un numero maggiore di utenti donne rispetto agli uomini; considerevole, poi, è stato il numero di bambini che hanno usufruito del bibliobus la scorsa estate. Proprio per venire incontro ai giovani lettori, la maggior parte alunni di scuola elementare, dal mese di settembre nel bibliotour è stata inserita la giornata del sabato.
Con il mese di novembre e l'inverno ormai alle porte il servizio di Bibliobus verrà solo temporaneamente interrotto, per poi tornare con l'inizio della primavera su territori ormai sperimentati.

di Maria Luisa Beccaria

Ultima modifica il Martedì, 28 Gennaio 2014 15:31
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