CDC - Centro di Documentazione e Studi dei Comuni Italiani

Numeri e territori

Numeri e territori

Analisi, numeri ed approfondimenti dedicati all’ente locale.
Uno strumento per capire in tempo reale l’evoluzione dell’ente più prossimo ai bisogni dei cittadini.

Sono 7.211 i comuni che ospitano strutture scolastiche nel proprio territorio, una cifra pari all'89,5% del totale delle amministrazioni comunali italiane. I comuni lombardi sono i più numerosi (1.373), seguiti dalle amministrazioni piemontesi (875) e venete (569). Osservando i valori in termini percentuali sul totale delle realtà comunali regionali, valori superiori al dato medio si osservano tra i comuni situati al centro-sud con le eccezioni rappresentate da quelli abruzzesi (83,9%) e molisani (85,3%). Tra le amministrazioni del nord si osservano valori inferiori all'89,5% in quelli del Piemonte (con il numero più basso di comuni della regione ospitanti strutture scolastiche, il 72,6%) della Liguria (81,7%) e del Trentino-Alto Adige (83,5%).

L'Italia è una delle zone più sismiche del Mediterraneo. La gran parte del territorio nazionale è stato, nel corso della storia, interessato da effetti sismici alquanto intensi. Fanno eccezione alcune zone delle Alpi centrali e della Pianura Padana, un largo tratto della costa toscana e gran parte della Sardegna e della Puglia. Al contrario, le Alpi orientali, l'Appennino settentrionale, il Gargano, l'Appennino Centro-meridionale, l'Arco calabro e la Sicilia orientale sono le aree, per numerosità e intensità, maggiormente colpite da sismi.

Le fonti di energia rinnovabile rappresentano ormai un fattore chiave nella produzione di energia legata alla salvaguardia ambientale e alla tutela della qualità della vita. Nel nostro Paese, al 31 dicembre 2013, si contano 5.239 impianti alimentati a fonti rinnovabili qualificati e in esercizio, dotati di una potenza totale di 22.631.657 kW (Tabella 1).
Nella differenziazione delle fonti utilizzate risultano nettamente più diffusi gli impianti idroelettrici ad acqua fluente (1.661), seguiti da quelli a biogas (1.238) e da quelli che sfruttano l'energia eolica (1.014).

La fusione intercomunale consiste nell'accorpamento e soppressione di comuni preesistenti al fine di costituire un nuovo comune. Tale istituto è previsto dall'articolo 133 della Costituzione in cui si legge: «La regione, sentite le popolazioni interessate, può con sue leggi istituire nel proprio territorio nuovi comuni e modificare le loro circoscrizioni e denominazioni».

La legge n.56, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 7 aprile 2014, prevede l'istituzione entro il 1° gennaio 2015 delle città metropolitane di Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Roma Capitale, Napoli, Bari e Reggio Calabria, che subentrano alle province omonime. Le nuove istituzioni metropolitane sono definite dall'art.1 comma 2 della legge come "enti territoriali di area vasta (...) con le seguenti finalità istituzionali generali: cura dello sviluppo strategico del territorio metropolitano; promozione e gestione integrata dei servizi, delle infrastrutture e delle reti di comunicazione di interesse della città metropolitana; cura delle relazioni istituzionali afferenti al proprio livello, ivi comprese quelle con le città e le aree metropolitane europee".

Nel periodo 2001-2013 nei comuni italiani si registra una crescita progressiva dei depositi bancari : si passa da un importo medio di 10.652 euro pro capite nel 2001 a 20.211 euro pro capite nel 2013. Nel corso dei 12 anni di riferimento, mediamente, si registra un incremento del dato in tutte le regioni italiane.

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