CDC - Centro di Documentazione e Studi dei Comuni Italiani

Diversi comuni si trovano nell'impossibilità di affrontare le spese per il riordino e l'inventariazione dei beni librari. Via via che le carte invecchiano e l'utilità amministrativa diminuisce, si può anche attenuare l'interesse dell'amministrazione attiva, con la documentazione storicizzata che finisce talvolta per divenire una mole d'impegno, di spese per l'acquisto di nuove scaffalature o ambienti e dunque un carico lavorativo per la sua conservazione e per il riordinamento. Non è questo il caso dell'Archivio Storico del Comune di Cesenatico, conservato presso la Biblioteca civica cittadina. Nel 1966 la città rivierasca fu tra i primi comuni d'Europa ad avviare progetti di gemellaggio con altre città; nel 1977 venne realizzato un piano di recupero storico-archeologico e nel 1980 furono introdotte le linee guida che hanno lanciato Cesenatico nel panorama culturale globale. Cesenatico è un comune di 26.000 abitanti, una realtà urbana di azione culturale e passione civile per molte generazioni.

Sabato 26 ottobre, all'interno del progetto "Memorie di Carta", promosso dalla Provincia di Ascoli Piceno in sinergia con la Soprintendenza archivistica per le Marche, la Regione Marche e i Comuni del Piceno, è stato inaugurato l'Archivio Storico del Comune di Montefiore dell'Aso.

Il lungo lavoro di riordino del materiale archivistico è iniziato più di dieci anni fa, con l'obiettivo di valorizzare i fondi comunali e dell'archivio storico, nel quale si conservano molti documenti dell'epoca preunitaria: il documento più antico, un carteggio diplomatico, risale al 1337.

Si è conclusa venerdì la XXX Assemblea annuale dell'Anci. Alla tre giorni di incontri e dibattiti, ospitata nella Fortezza da Basso di Firenze, hanno partecipato le più alte cariche dello Stato e oltre 1.160 Sindaci e amministratori.

In quest'occasione il Centro ha voluto scommettere sull'utilizzo delle nuove tecnologie per diffondere in modo più semplice e immediato molte produzioni dell'universo Anci. Nei tre giorni trascorsi è stato possibile notare un forte interesse per la tecnologia innovativa della realtà aumentata (Layar), ma la piacevole sorpresa è stato il frequente utilizzo dei QR code, tramite i quali i partecipanti hanno potuto scaricare i volumi di loro interesse, risparmiando un totale di oltre 100 copie cartacee.

Il 16 settembre è stata diffusa dal Dipartimento per lo sviluppo e la coesione economica la nota tecnica dal titolo "Ipotesi di allocazione dei fondi strutturali 2014-2020 per obiettivo tematico e risultati". La nota, al momento oggetto di discussione e negoziazione in particolare con le amministrazioni regionali, offre alcuni elementi per delineare un primo scenario di politica economica che interesserà il prossimo periodo di programmazione dei fondi strutturali al netto di tutte le difficoltà e le contraddizioni di quello attuale 2007-2013.

L'istituto della fusione tra comuni è previsto dall'articolo 133 della Costituzione in cui si legge: "La regione, sentite le popolazioni interessate, può con sue leggi istituire nel proprio territorio nuovi comuni e modificare le loro circoscrizioni e denominazioni". La fusione infatti consiste nell'accorpamento e soppressione di comuni preesistenti al fine di costituire un nuovo comune.
Nel periodo 1991-2013, anni per i quali l'Istat diffonde i dati ufficiali relativi alle variazioni amministrative dei comuni italiani, si sono registrate 9 fusioni tra 24 comuni, la prima avvenuta nel 1995 e l'ultima nel 2011 (Tabella 1).

Dalla lista del patrimonio mondiale elaborata dall'Unesco (Organizzazione delle Nazioni Unite per l'educazione, la scienza e la cultura) l'Italia risulta essere il Paese detentore del maggior patrimonio culturale del mondo. Nelle statistiche riguardanti l'offerta culturale italiana, tra le diverse regioni, l'Umbria è un'area con un'altissima percentuale di musei rispetto alla superficie e al numero di abitanti (8.456 kmq; 906.162 abitanti censimento 2011). Di 92 Comuni più di 60 possiedono, infatti, un museo, un sito archeologico o un monumento aperto al pubblico, per un totale di circa 150 punti di interesse censiti.

Smart city, mobilità elettrica, pubblici servizi, politiche di welfare, trasformazioni urbane, cultura: questi i temi al centro dell'incontro tra il sindaco di Torino, Piero Fassino e il primo cittadino di Londra, Boris Johnson per avviare una cooperazione sulle politiche urbane, creando un team di esperti con cui scambiare le migliori pratiche. E a Londra, insieme alla direttrice Sarah Cosulich Canarutto, Fassino ha presentato anche l'edizione 2013 di Artissima www.artissima.it, l'evento di arte contemporanea che si terrà nel capoluogo piemontese.

La città di Napoli è andata sviluppandosi prevalentemente lungo la costa, inizialmente abitata dall'antico popolo degli Opici. Il nucleo abitativo originario fu costituito dall'isolotto di Megaride, dove coloni greci diedero avvio al primo emporio commerciale che consentì lo sviluppo dell'odierna città. Parte del centro storico di Napoli è stato dichiarato dall'Unesco Patrimonio dell'Umanità essendo "una delle più antiche città d'Europa.

I fondi europei per lo sviluppo e la coesione nel nostro paese sono spesi poco e male. Colpa dell'eccessiva frammentazione dei progetti, con una distribuzione delle risorse che risponde più a logiche antirecessive e contingenti che a un disegno strategico di quale Italia vorremmo nei prossimi dieci anni.

In molte città della Germania si è andata ormai affermando la dreigeteilte bibliothek (la biblioteca tripartita dall'idea di Heinz Emunds negli anni '70), un modello di applicazione della library reference. Un'organizzazione del servizio articolato funzionalmente, ma anche fisicamente su tre diversi livelli: area di orientamento di informazione generale; area di lettura e di consultazione di base; area di servizi specialistici, che abbiano come riferimento le cinque regole di Ranganathan: i libri esistono per essere letti e usati;

Il paper, realizzato dal Centro Documentazione e Studi Comuni Italiani ANCI-Ifel, nasce dalla consapevolezza dell'importanza che rivestono le città medie; dall'esistenza di un ruolo funzionale e strategico rivestito da tali aree nell'ambito delle politiche di sviluppo nazionali ed europee, sia dell'assenza di una definizione che le individui univocamente, spingendo, quindi, ad identificare l'universo delle città medie in Italia. Assegnare, infatti, ad un gruppo di comuni rispondenti a determinate caratteristiche l'attributo di "città medie" potrebbe facilitare e supportare il loro coinvolgimento nelle agende urbane a livello italiano ed internazionale. Inoltre, l'idea che le realtà medie siano quei centri in cui si concentra una maggiore qualità della vita, fa si che esse possano svolgere un importante ruolo di "decompressione" delle criticità che spesso affliggono le città di più grandi dimensioni.

Il 3 settembre la Commissione europea ha avviato la ricerca della prima iCapital, la Capitale europea dell'innovazione. Il riconoscimento andrà alla città che saprà adottare il miglior "ecosistema innovativo" per collegare cittadini, organismi pubblici, università ed imprese. Considerato che il 68% della popolazione europea risiede attualmente in aree urbane, promuovere l'innovazione nell'erogazione dei servizi con la creazione di un ambiente sempre più integrato fra pubblico e privato diventa una sfida importante. Una città innovativa dove gli investimenti nel capitale umano e sociale, nei processi di partecipazione, nell'istruzione, nella cultura, nelle infrastrutture per le nuove comunicazioni riescano ad alimentare uno sviluppo economico sostenibile, garantendo un'alta qualità di vita per tutti i cittadini e prevedendo una gestione responsabile di tutte le risorse attraverso una governance partecipata.

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