CDC - Centro di Documentazione e Studi dei Comuni Italiani

Start up per il progetto denominato "La strada degli scrittori", un percorso artistico-culturale che va da Racalmuto a Porto Empedocle, passando per Agrigento, nei luoghi di Pirandello, Sciascia e Andrea Camilleri. Racalmuto è un comune di circa 10.000 abitanti, un territorio prevalentemente agricolo che dista 25 chilometri da Agrigento, sviluppatosi come borgo urbano attorno al castello dei Chiaromonte nel periodo della conquista normanna. Nell'Ottocento divenne un importante centro minerario ed ebbe un significativo incremento anche l'industria del sale.

Giunto al quindicesimo appuntamento, il progetto "Memorie di carta" ha fatto tappa nel comune di Cossignano, dove lo scorso 23 novembre è stato inaugurato il nuovo archivio storico comunale.

Il lavoro di riordino dell'archivio è stato presentato presso il Palazzo Comunale alla presenza del Presidente della Provincia di Ascoli Piceno Piero Celani, dell'Assessore alla Cultura Andrea Maria Antonini e del Sindaco Roberto De Angelis.

L'Archivio Storico Civico e la Biblioteca Trivulziana, pur essendo due entità distinte per finalità e origini, si integrano nel segno della storia di Milano. Vi si accede per esaminare documenti cartacei, codici, incunabili, pergamene, edizioni a stampa dei secoli XVI-XIX e pubblicazioni contemporanee. Insieme al Laboratorio di restauro, l'Archivio Storico Civico e la Biblioteca Trivulziana costituiscono un unico istituto e dipendono dalla medesima direzione. Seppure impoverito a causa dei danni provocati dai bombardamenti dell'agosto 1943, l'Archivio Storico di Milano conserva ancora una considerevole mole di importanti documenti: nella parte antica sono contenuti gli atti del Comune di Milano e del Ducato (dal 1385), mentre nella parte moderna (fino al 1927 circa) le serie archivistiche finora versate dal Civico Archivio di deposito, che ha due sedi in via Grazia Deledda e in via Mambretti. I fondi archivistici custoditi sono pervenuti secondo l'ordinamento per materiale, adottato tra la fine del XVIII e l'inizio del XIX secolo dall'archivista Luca Peroni.

Cagliari, Lecce, Matera, Perugia-Assisi, Ravenna e Siena sono le città italiane candidate al titolo di Capitale europea della Cultura 2019. La giuria presieduta da Steve Green e composta da membri italiani e stranieri scelti con la Commissione europea, al termine delle audizioni, quale momento conclusivo della valutazione intrapresa dopo il 20 settembre 2013, data ultima di consegna dei dossier di candidatura, ha annunciato la redazione del testo di preselezione delle città che concorreranno all'ultima fase dell'Azione comunitaria "Capitale europea della Cultura". Il collegio giudicante tornerà a riunirsi nell'ultimo trimestre del 2014 per valutare i progetti modificati delle città preselezionate, sulla base delle indicazioni che verranno formulate dalla giuria stessa.

Il 10 novembre sono stati consegnati al Centro agro-alimentare di Bologna (Caab), 108 orti urbani agli orticoltori selezionati tra i 500 che avevano fatto richiesta al Comune di Bologna. Si tratta di 3000 metri quadrati di superficie agricola e tra i beneficiari vi sono anche diversi giovani bolognesi under 30. Per l'occasione il sindaco di Bologna, Virginio Merola e il presidente del Caab, Andrea Segrè, hanno annunciato l'iniziativa orti urbani e le molteplici attività collaterali che verranno sviluppate in collaborazione con l'Ausl e l'Università di Bologna.

Il Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo mette a disposizione un finanziamento di 17 mila euro per l'acquisto dei 270 volumi e fascicoli di riviste appartenuti al filosofo Goriziano Michelstaedter. Grande soddisfazione da parte del direttore generale, Rossana Rummo per le Biblioteche, gli Istituti e il Diritto d'Autore. "L'acquisto della biblioteca di Alberto e Carlo Michelstaedter per l'Isontina di Gorizia è motivo di grande piacere e di profonda soddisfazione per la Direzione generale per le Biblioteche, gli Istituti Culturali e il Diritto d'Autore che in tal modo, pur in questi momenti di grandi difficoltà finanziarie, ha voluto e potuto assicurare alla pubblica collettività un patrimonio di così grande rilevanza per la storia e la cultura dell'intera nazione. I volumi e la rivista vanno, così, ad integrare l'importante fondo già custodito nella Biblioteca friulana, contenente manoscritti, quadri e disegni di Carlo,

Diversi comuni si trovano nell'impossibilità di affrontare le spese per il riordino e l'inventariazione dei beni librari. Via via che le carte invecchiano e l'utilità amministrativa diminuisce, si può anche attenuare l'interesse dell'amministrazione attiva, con la documentazione storicizzata che finisce talvolta per divenire una mole d'impegno, di spese per l'acquisto di nuove scaffalature o ambienti e dunque un carico lavorativo per la sua conservazione e per il riordinamento. Non è questo il caso dell'Archivio Storico del Comune di Cesenatico, conservato presso la Biblioteca civica cittadina. Nel 1966 la città rivierasca fu tra i primi comuni d'Europa ad avviare progetti di gemellaggio con altre città; nel 1977 venne realizzato un piano di recupero storico-archeologico e nel 1980 furono introdotte le linee guida che hanno lanciato Cesenatico nel panorama culturale globale. Cesenatico è un comune di 26.000 abitanti, una realtà urbana di azione culturale e passione civile per molte generazioni.

Sabato 26 ottobre, all'interno del progetto "Memorie di Carta", promosso dalla Provincia di Ascoli Piceno in sinergia con la Soprintendenza archivistica per le Marche, la Regione Marche e i Comuni del Piceno, è stato inaugurato l'Archivio Storico del Comune di Montefiore dell'Aso.

Il lungo lavoro di riordino del materiale archivistico è iniziato più di dieci anni fa, con l'obiettivo di valorizzare i fondi comunali e dell'archivio storico, nel quale si conservano molti documenti dell'epoca preunitaria: il documento più antico, un carteggio diplomatico, risale al 1337.

Si è conclusa venerdì la XXX Assemblea annuale dell'Anci. Alla tre giorni di incontri e dibattiti, ospitata nella Fortezza da Basso di Firenze, hanno partecipato le più alte cariche dello Stato e oltre 1.160 Sindaci e amministratori.

In quest'occasione il Centro ha voluto scommettere sull'utilizzo delle nuove tecnologie per diffondere in modo più semplice e immediato molte produzioni dell'universo Anci. Nei tre giorni trascorsi è stato possibile notare un forte interesse per la tecnologia innovativa della realtà aumentata (Layar), ma la piacevole sorpresa è stato il frequente utilizzo dei QR code, tramite i quali i partecipanti hanno potuto scaricare i volumi di loro interesse, risparmiando un totale di oltre 100 copie cartacee.

Il 16 settembre è stata diffusa dal Dipartimento per lo sviluppo e la coesione economica la nota tecnica dal titolo "Ipotesi di allocazione dei fondi strutturali 2014-2020 per obiettivo tematico e risultati". La nota, al momento oggetto di discussione e negoziazione in particolare con le amministrazioni regionali, offre alcuni elementi per delineare un primo scenario di politica economica che interesserà il prossimo periodo di programmazione dei fondi strutturali al netto di tutte le difficoltà e le contraddizioni di quello attuale 2007-2013.

L'istituto della fusione tra comuni è previsto dall'articolo 133 della Costituzione in cui si legge: "La regione, sentite le popolazioni interessate, può con sue leggi istituire nel proprio territorio nuovi comuni e modificare le loro circoscrizioni e denominazioni". La fusione infatti consiste nell'accorpamento e soppressione di comuni preesistenti al fine di costituire un nuovo comune.
Nel periodo 1991-2013, anni per i quali l'Istat diffonde i dati ufficiali relativi alle variazioni amministrative dei comuni italiani, si sono registrate 9 fusioni tra 24 comuni, la prima avvenuta nel 1995 e l'ultima nel 2011 (Tabella 1).

Dalla lista del patrimonio mondiale elaborata dall'Unesco (Organizzazione delle Nazioni Unite per l'educazione, la scienza e la cultura) l'Italia risulta essere il Paese detentore del maggior patrimonio culturale del mondo. Nelle statistiche riguardanti l'offerta culturale italiana, tra le diverse regioni, l'Umbria è un'area con un'altissima percentuale di musei rispetto alla superficie e al numero di abitanti (8.456 kmq; 906.162 abitanti censimento 2011). Di 92 Comuni più di 60 possiedono, infatti, un museo, un sito archeologico o un monumento aperto al pubblico, per un totale di circa 150 punti di interesse censiti.

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